In questa pagina è possibile trovare un fac simile messa in mora per TFR da scaricare e compilare.
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Messa In Mora Per Mancato Pagamento del TFR
Il Trattamento di Fine Rapporto è una delle garanzie patrimoniali più importanti riconosciute dall’ordinamento italiano a tutti i lavoratori subordinati. La sua natura di retribuzione differita lo distingue da qualsiasi altra forma di compenso: rappresenta una quota che il lavoratore matura annualmente e che diventa esigibile solo alla cessazione del rapporto. Il pagamento è obbligatorio alla fine del rapporto, qualunque sia la causa: dimissioni, licenziamento o scadenza di un contratto a termine.
La legge non fissa un termine unico per tutti i settori, poiché molto dipende dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Nella pratica, il pagamento dovrebbe avvenire entro 30 o 60 giorni dalla fine del rapporto. Attese che superano i sei mesi sono quasi sempre ingiustificate e danno diritto al lavoratore di agire per il recupero forzoso, oltre alla richiesta degli interessi legali e della rivalutazione monetaria.
Quando il datore di lavoro non adempie, il primo strumento a disposizione del lavoratore è la messa in mora, tecnicamente chiamata diffida ad adempiere. Questo documento, oltre a interrompere la prescrizione, intima il pagamento entro un termine solitamente di 15 giorni e fa decorrere gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sul credito, come previsto dall’art. 429 del codice di procedura civile. Il lavoratore può procedere mediante invio di formale diffida o messa in mora a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o, qualora il datore di lavoro sia una società, anche a mezzo PEC, che ai sensi di legge è assolutamente equiparata a tutti gli effetti alla raccomandata con ricevuta di ritorno.
È fortemente consigliabile non agire in autonomia. È preferibile avvalersi dell’opera professionale di un avvocato e, eventualmente, anche di quella di un consulente del lavoro che effettui i calcoli esatti dell’importo da richiedere. Un importo errato nella diffida può compromettere l’intera procedura o indebolire la posizione del lavoratore nelle fasi successive.
Prima di andare in Tribunale, una via rapida ed efficace è rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per un tentativo di conciliazione monocratica. La diffida accertativa emessa in tale sede, se non impugnata, assume valore di titolo esecutivo. Qualora anche questo tentativo non sortisse effetti, il passo successivo è il ricorso al Tribunale del lavoro competente. Il lavoratore, con l’assistenza di un avvocato, può chiedere al Tribunale l’emissione di un decreto ingiuntivo. Generalmente il giudice ingiunge al datore di pagare non solo quanto dovuto a titolo di TFR ma anche le spese legali sostenute per ottenere l’ingiunzione. Il decreto ingiuntivo, se non opposto dal datore di lavoro nel termine di 40 giorni, vale quale titolo esecutivo al pari di una sentenza, ed è possibile agire esecutivamente nei confronti della società, ad esempio pignorando il conto corrente o i beni immobili di cui è proprietaria.
Un aspetto importante riguarda la prescrizione. Il diritto al pagamento del TFR si prescrive in cinque anni ai sensi dell’art. 2948 n. 5 del Codice Civile. La giurisprudenza costante della Corte di Cassazione ha chiarito che il conteggio dei cinque anni inizia esclusivamente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Aspettare troppo tempo sperando in una soluzione amichevole può essere rischioso: se passano i cinque anni senza che sia stata inviata una diffida formale, si perde definitivamente il diritto di chiedere le somme. La messa in mora inviata via PEC o raccomandata interrompe questo termine e lo fa ricominciare da zero.
Nei casi in cui il datore di lavoro versi in una crisi economica grave o sia stato dichiarato insolvente, esiste una tutela ulteriore. Il Fondo di Garanzia per il TFR, gestito dall’INPS e istituito dalla Legge 297/1982, si sostituisce al datore di lavoro insolvente. Il Fondo copre l’intero importo lordo del TFR e i crediti di lavoro relativi alle ultime tre mensilità. Nel caso in cui il datore di lavoro non sia soggetto a procedure concorsuali, il Fondo di Garanzia può comunque intervenire quando i tentativi del lavoratore di soddisfarsi attraverso pignoramenti o ipoteche abbiano dato esito negativo.
Esempio di Lettera di Messa In Mora Per Mancato Pagamento TFR
Di seguito è possibile trovare un esempio di messa in mora per TFR.
Oggetto: messa in mora per mancato pagamento trattamento di fine rapporto ex art. 2120 c.c.
Spett.le ____________________________________________,
in data _____________ si è concluso il mio rapporto di lavoro con Voi instaurato in data ____________ con qualifica di _______________________ e livello CCNL _______________________. Alla medesima data risulta maturato un trattamento di fine rapporto pari a € __________ lordi secondo quanto indicato nell’ultima busta paga/prospetto di liquidazione che si allega.
A tutt’oggi il predetto importo non è stato corrisposto. Vi diffido pertanto, ai sensi degli artt. 1219 e 128 ss. c.c. nonché dell’art. 2120 c.c., a versare entro e non oltre quindici (15) giorni dal ricevimento della presente la somma di € __________ oltre rivalutazione annuale e interessi legali maturati dalla data di cessazione fino al saldo, mediante bonifico sul seguente IBAN ______________________________ intestato a ______________________________.
In difetto mi vedrò costretto ad adire l’Organismo di Conciliazione presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e, in mancanza di accordo, il Tribunale del Lavoro competente, con aggravio di spese, interessi e onorari a Vostro carico.
La presente vale quale costituzione in mora e interruzione del termine prescrizionale ai sensi dell’art. 2943 c.c.
Distinti saluti
[Firma lavoratore]
Allegati:
-Copia lettera di cessazione rapporto / licenziamento
-Ultima busta paga o prospetto TFR
-Documento d’identità
Fac Simile Lettera di Messa In Mora Per Mancato Pagamento TFR Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello messa in mora per TFR da scaricare. Il modulo messa in mora per TFR compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile messa in mora per TFR può essere convertito in PDF o stampato.
