In questa pagina è possibile trovare un fac simile modello organizzativo safeguarding da scaricare e compilare.
Indice
Come si Compila il Modello Organizzativo Safeguarding
Il modello organizzativo safeguarding è il documento con cui un’associazione o società sportiva definisce come prevenire e affrontare abusi, violenze e discriminazioni nelle proprie attività. Deve individuare responsabilità, procedure e controlli concretamente applicabili. La protezione riguarda tutti i tesserati, con particolare attenzione ai minorenni: l’assenza di atleti minori non esclude gli obblighi di safeguarding. Il riferimento principale è l’articolo 16 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 39, che impone alle associazioni e società sportive dilettantistiche e alle società professionistiche di adottare modelli organizzativi e codici di condotta conformi alle linee guida dell’organismo di affiliazione. La norma stabilisce il termine di dodici mesi dalla comunicazione delle linee guida. Occorre quindi verificare le disposizioni applicabili alla propria organizzazione, senza confondere questa scadenza con quella relativa alla nomina del responsabile safeguarding.
Il modello organizzativo e il codice di condotta svolgono funzioni complementari. Il codice descrive i comportamenti richiesti e vietati; il modello stabilisce come prevenire le violazioni, chi deve intervenire e come controllare l’efficacia delle misure. Se l’ente possiede già un modello ai sensi del D.Lgs. 231/2001, deve integrarlo con i contenuti richiesti per il safeguarding. La semplice presenza di un codice etico generale non dimostra l’adempimento degli obblighi specifici. La preparazione parte dall’esame delle attività effettivamente svolte. Le istruzioni applicative della FIGC, riferite alle proprie affiliate, illustrano un percorso basato sull’individuazione dei rischi e sulla definizione dei controlli. Un fac simile deve quindi essere adattato alle discipline praticate, alle strutture utilizzate e alle caratteristiche dei partecipanti. Un’associazione che organizza soggiorni con minorenni deve affrontare situazioni diverse da quelle di una società che svolge soltanto allenamenti per adulti.
La valutazione deve tradursi in procedure precise. Per gli spogliatoi occorre disciplinare accessi e vigilanza; per le trasferte bisogna definire accompagnamento e pernottamenti. Anche gli incontri individuali, i trattamenti con contatto fisico e le comunicazioni digitali richiedono regole coerenti con i rischi individuati. Per ogni misura è utile indicare chi la applica, quando interviene e quale documentazione conserva. Devono inoltre essere previste informazione e formazione adeguate ai ruoli ricoperti.
Una parte del modello riguarda il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. Devono risultare funzioni, requisiti, modalità di nomina e condizioni che ne garantiscano competenza, autonomia e indipendenza. La designazione va documentata e comunicata secondo le regole dell’organismo sportivo. Per formalizzarla può essere utilizzato il verbale di nomina del responsabile safeguarding, adattandolo allo statuto e alle disposizioni applicabili. Atleti e famiglie devono conoscere il nominativo e i recapiti effettivamente utilizzabili.
La gestione delle segnalazioni richiede un canale accessibile e riservato, con indicazione dei soggetti autorizzati a ricevere le comunicazioni e delle modalità di intervento. È opportuno prevedere un percorso alternativo quando la segnalazione coinvolge il responsabile o determina un conflitto di interessi. Devono essere contrastate le ritorsioni contro chi segnala in buona fede. La riservatezza va conciliata con gli adempimenti verso gli organi competenti: la procedura interna non sostituisce denunce o altri atti rivolti alle autorità.
Il sistema disciplinare deve collegare le violazioni a conseguenze proporzionate e individuare l’organo competente a decidere. Le misure vanno coordinate con lo statuto, con i regolamenti sportivi e, per lavoratori e collaboratori, con la disciplina del rapporto. Anche la mancata adozione del modello e del codice può comportare sanzioni secondo le procedure dell’organismo di affiliazione. Non esiste una conseguenza identica e automatica per qualsiasi ente.
L’adozione deve essere formalizzata dall’organo competente, conservando il testo approvato e gli estremi della deliberazione. I principi fondamentali CONI prevedono obblighi di diffusione presso la sede e sul sito, quando presente, oltre alle comunicazioni ai responsabili interessati. Al tesseramento devono essere fornite le informazioni previste anche a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di affiliazioni multiple è possibile seguire le linee guida di un organismo, comunicando la scelta agli altri.
Il modello richiede una valutazione annuale delle misure adottate e un aggiornamento almeno quadriennale, con adeguamenti anticipati quando cambiano le disposizioni applicabili o emergono criticità. Occorre conservare evidenza della formazione svolta, dei controlli e degli interventi correttivi. Un fac simile diventa utilizzabile quando descrive l’organizzazione reale, assegna compiti sostenibili e contiene recapiti e procedure che funzionano durante l’attività sportiva.

Esempio di Modello Organizzativo Safeguarding
Di seguito è possibile trovare un esempio di modello organizzativo safeguarding.
MODELLO ORGANIZZATIVO SAFEGUARDING
Organizzazione e controllo della tutela dei tesserati
Prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni
Associazione o società sportiva: ________________________________
Codice fiscale: ________________________________
Partita IVA: ________________________________
Sede legale: ________________________________
Discipline e attività praticate: ________________________________
Organismo di affiliazione di riferimento: ________________________________
Linee guida applicate e relativa versione: ________________________________
Ulteriori affiliazioni: ________________________________
Organo che approva il Modello: ________________________________
Delibera: n. __________ del ____/____/________
Versione del Modello: __________
Data di entrata in vigore: ____/____/________
Finalità e ambito di applicazione
L’Ente sopra identificato adotta il presente Modello ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 39, dei principi CONI e delle linee guida dell’organismo di affiliazione indicato. Il Modello disciplina le misure di prevenzione, la gestione delle segnalazioni e i controlli necessari per tutelare dignità, salute e benessere delle persone che partecipano alle attività sportive.
Le disposizioni si applicano a tesserati, dirigenti, tecnici, lavoratori, collaboratori, volontari, tirocinanti, personale sanitario e di supporto, nonché a genitori, tutori, accompagnatori e soggetti esterni, secondo il ruolo svolto. Comprendono allenamenti, gare, trasferte, eventi e comunicazioni digitali. La tutela riguarda anche gli adulti; per i minori sono adottate misure adeguate all’età e alle esigenze individuali.
Documenti collegati
Codice di condotta adottato:
Versione __________
Delibera n. __________ del ____/____/________
Il Codice di condotta, le schede di valutazione dei rischi approvate e le procedure richiamate integrano il presente Modello. L’Ente coordina questi documenti con statuto, regolamenti e, se già adottato, modello ai sensi del D.Lgs. 231/2001. In caso di affiliazioni multiple comunica agli altri organismi la scelta delle linee guida. Restano applicabili le prescrizioni inderogabili e quelle più rigorose dell’organismo competente.
Responsabilità e organizzazione della tutela
Organo amministrativo e responsabili delle attività
L’organo amministrativo approva il Modello, assegna risorse adeguate e controlla che le misure siano attuate. Individua un referente operativo per ogni attività, dispone la formazione e corregge le carenze segnalate. Le decisioni che incidono sulla sicurezza sono documentate. L’incarico al Responsabile safeguarding non trasferisce a quest’ultimo i doveri organizzativi e di vigilanza propri degli altri soggetti.
I responsabili tecnici verificano la presenza degli operatori autorizzati, l’adeguatezza della supervisione e il rispetto delle procedure. Riferiscono tempestivamente criticità e incidenti. Collaboratori e volontari applicano le misure del proprio ruolo e si astengono da condotte che possano mettere a rischio un partecipante.
Responsabile safeguarding
Nome e cognome: ________________________________
Delibera di nomina: n. __________ del ____/____/________
Durata dell’incarico: ________________________________
E-mail riservata per le segnalazioni: ________________________________
Recapito per richiedere un colloquio: ________________________________
Referente alternativo e relativo recapito: ________________________________
Canale safeguarding dell’organismo di affiliazione: ________________________________
Il Responsabile è scelto verificando competenza, requisiti e incompatibilità previsti dalle regole applicabili. Opera con autonomia e indipendenza, accede alle informazioni e agli spazi necessari, riceve le segnalazioni, propone interventi e controlla l’attuazione delle misure. Mantiene i rapporti con il responsabile dell’organismo di affiliazione e presenta all’organo amministrativo una relazione almeno annuale, priva di dati personali non necessari.
L’organo amministrativo documenta le verifiche compiute per la nomina, l’accettazione dell’incarico e le risorse assegnate. In caso di cessazione provvede tempestivamente alla sostituzione e garantisce la continuità della ricezione delle segnalazioni. Comunica ogni variazione ai destinatari e all’organismo di affiliazione con le modalità prescritte.
Conflitti di interesse e sostituzione
Chi è coinvolto nei fatti o ha legami che possono compromettere l’imparzialità dichiara il conflitto e si astiene dalla gestione e dalle decisioni. Il referente alternativo sopra indicato, anch’esso indipendente rispetto al caso, interviene in sostituzione del Responsabile. Se anche tale referente è coinvolto, la segnalazione è inoltrata direttamente al canale dell’organismo di affiliazione. La persona interessata dal conflitto non accede al fascicolo.
Risorse e supporti assegnati al Responsabile:
________________________________
________________________________
Valutazione delle attività e dei rischi
Contesto organizzativo
Impianti e sedi di attività: ________________________________
Numero totale dei tesserati: __________
Tesserati minorenni: __________
Fasce di età: ________________________________
Numero dei tecnici: __________
Numero dei collaboratori: __________
Numero dei volontari: __________
Attività fuori sede e con pernottamento: ________________________________
Esigenze di assistenza e accessibilità: ________________________________
Il contesto è descritto senza riportare diagnosi o altri dati personali non necessari. Prima di avviare una nuova attività il referente operativo, con il supporto del Responsabile safeguarding, ne valuta i rischi e verifica le risorse disponibili. Le misure sono definite anche quando l’impianto è gestito da terzi, concordando accessi, vigilanza e segnalazione degli incidenti.
Condotte e situazioni da considerare
La valutazione considera abuso psicologico e fisico, molestie e abusi sessuali, abuso di matrice religiosa, negligenza, incuria, bullismo, cyberbullismo e discriminazioni, secondo le definizioni delle linee guida applicabili. Rilevano anche omissioni e condotte digitali. Sono considerati i rapporti di autorità, la vulnerabilità individuale e le difficoltà che possono impedire a una persona di chiedere aiuto.
| Ambito da valutare | Situazione da esaminare |
|---|---|
| Allenamenti e gare | Pressioni sul risultato, contatti fisici, incontri individuali, vigilanza e accesso dei familiari. |
| Spazi e assistenza | Spogliatoi, docce, locali isolati, trattamenti sanitari e assistenza personale. |
| Attività fuori sede | Trasporti, trasferte, pernottamenti, consegna e ritiro dei minori. |
| Relazioni e strumenti digitali | Prevaricazioni tra pari, discriminazioni, messaggi privati, fotografie e pubblicazioni. |
| Organizzazione e personale | Selezione degli operatori, formazione, conflitti di interesse e funzionamento dei canali di segnalazione. |
Metodo e approvazione della valutazione
Per ciascuna area applicabile è compilata la Scheda di valutazione del rischio allegata, considerando probabilità, gravità, misure esistenti e rischio residuo. Le valutazioni sono motivate; l’assenza di precedenti segnalazioni non prova l’assenza del rischio. Le aree non applicabili sono motivate. L’organo amministrativo approva le schede e il piano degli interventi prima dell’attività, con responsabili e scadenze. Un rischio non gestibile impone di modificare o sospendere l’attività interessata.
Misure durante le attività sportive
Vigilanza e rapporti educativi
Prima di ogni attività il referente operativo verifica presenze, incarichi e adeguatezza della supervisione rispetto a numero, età e bisogni dei partecipanti. Per le attività con minori l’Ente organizza la presenza di almeno due adulti autorizzati, ferma ogni prescrizione più rigorosa dell’organismo di affiliazione. Gli incontri individuali si svolgono in luoghi visibili e accessibili a un altro adulto autorizzato; sono esclusi incontri in locali chiusi e isolati.
I tecnici spiegano obiettivi e metodi di allenamento con linguaggio adeguato all’età. Sono vietati punizioni fisiche, umiliazioni, ricatti, favoritismi e richieste di segretezza. Il contatto fisico è limitato all’assistenza tecnica e alla sicurezza, è spiegato quando possibile e rispetta il disagio manifestato dalla persona, ferme le necessità di soccorso. Sono vietati contatti o comunicazioni di natura sessuale con minori.
Accessi e affidamento dei minori
L’Ente identifica gli operatori e disciplina l’accesso dei visitatori. Consente a genitori, tutori o delegati di accedere alle attività e alle sessioni di prova secondo modalità che salvaguardino sicurezza e riservatezza, senza introdurre divieti ingiustificati. I minori sono affidati soltanto alle persone autorizzate e identificate. In caso di ritardo nel ritiro, l’operatore contatta la famiglia e mantiene la vigilanza sino all’affidamento.
Spogliatoi, docce e assistenza personale
L’accesso agli spogliatoi è limitato agli utilizzatori e agli adulti autorizzati per necessità effettive. Gli adulti annunciano l’ingresso e riducono la permanenza al tempo necessario. Sono vietate fotografie, video e usi del telefono che violino la riservatezza. L’assistenza per età o disabilità è pianificata con la persona e, quando necessario, con la famiglia; le modalità devono essere rispettose e verificabili, senza esposizioni ingiustificate del corpo.
Salute e inclusione
I tecnici rispettano le prescrizioni sanitarie e i tempi di recupero e intervengono quando emergono dolore o infortuni. Trattamenti, diete e indicazioni cliniche competono a professionisti abilitati. In caso di segnali di sofferenza o di possibili disturbi alimentari, il referente informa riservatamente il Responsabile e favorisce l’accesso al supporto professionale necessario. Nessuna esigenza agonistica giustifica allenamenti incompatibili con la salute.
L’Ente rimuove gli ostacoli alla partecipazione e garantisce pari dignità, anche rispetto a disabilità, genere, origine, religione e orientamento sessuale. Interviene su offese, esclusioni e aggressioni tra pari, proteggendo la persona coinvolta e riferendo al Responsabile. Promuove la rappresentanza paritaria di genere secondo le norme applicabili e le caratteristiche della disciplina.
Referente operativo e modalità di verifica:
________________________________
________________________________
Trasferte, comunicazioni e personale
Trasporti e pernottamenti
Il referente della trasferta comunica in anticipo programma, nominativi degli accompagnatori, recapiti e sistemazione e acquisisce le autorizzazioni necessarie. Controlla presenze, mezzi utilizzati e condizioni di vigilanza. Sono evitati trasporti di un minore solo con un adulto estraneo alla famiglia; eventuali necessità devono essere motivate, autorizzate e tracciate, con misure aggiuntive di tutela e nel rispetto delle prescrizioni dell’organismo di affiliazione.
Allenatori e accompagnatori non condividono la camera con atleti minorenni estranei al proprio nucleo familiare. La sistemazione considera età e bisogni individuali. Le esigenze di assistenza personale sono pianificate con la famiglia e il Responsabile; sono esclusi accessi non necessari nelle camere e iniziative individuali fuori programma. Gli accompagnatori mantengono condizioni psicofisiche adeguate alla vigilanza.
Comunicazioni digitali e immagini
Le comunicazioni organizzative con minori utilizzano canali conosciuti dall’Ente e dalle famiglie e coinvolgono il genitore, il tutore o un altro adulto autorizzato. Sono vietati messaggi intimi, sessualizzati o estranei al ruolo. L’amministratore dei gruppi interviene sui contenuti offensivi e li segnala senza diffonderli ulteriormente. La pubblicazione di immagini richiede le autorizzazioni e le basi giuridiche necessarie; è esclusa la diffusione di contenuti intimi o umilianti. La presa visione del Modello non vale come consenso all’uso dell’immagine.
Selezione e verifica degli operatori
Prima dell’incarico l’organo amministrativo verifica qualifiche, esperienza, requisiti richiesti e idoneità al ruolo. Acquisisce il certificato previsto dall’art. 25-bis del D.P.R. 313/2002 nei casi in cui la legge lo richiede, senza sostituirlo con un’autocertificazione quando questa non è ammessa. Esegue gli ulteriori controlli previsti dall’organismo di affiliazione, nel rispetto della disciplina sui dati personali. L’operatore inizia l’attività dopo il completamento delle verifiche necessarie e la conoscenza delle regole di tutela.
Formazione e collaborazione con le famiglie
L’Ente programma informazione iniziale e aggiornamenti adeguati ai ruoli, documentando argomenti, date e partecipanti. Tecnici e dirigenti frequentano la formazione obbligatoria annuale e gli aggiornamenti previsti dall’organismo di affiliazione. Ai minori sono spiegati, con modalità comprensibili, i comportamenti inappropriati e i canali per chiedere aiuto. Le famiglie ricevono le regole su accessi, trasferte e comunicazioni e sono coinvolte nella prevenzione, senza trasferire loro i doveri propri dell’Ente.
Referente per selezione e formazione: ________________________________
Programma formativo approvato:
Data ____/____/________
Riferimento ________________________________
Ricezione e gestione delle segnalazioni
Canali e accessibilità
Chiunque conosca o sospetti condotte lesive può utilizzare l’e-mail riservata o chiedere un colloquio ai recapiti riportati nella sezione dedicata alle responsabilità. La casella è controllata ogni giorno lavorativo ed è accessibile al Responsabile e al sostituto soltanto quando legittimamente incaricato. Il canale alternativo opera nei casi di conflitto. È sempre possibile rivolgersi direttamente all’organismo di affiliazione o alle autorità competenti.
La segnalazione descrive i fatti conosciuti, indicando per quanto possibile luogo, data e persone coinvolte e distinguendo osservazioni dirette da informazioni ricevute. Non occorrono prove complete né indagini personali. Sono valutate anche segnalazioni anonime sufficientemente circostanziate. Le comunicazioni orali sono annotate fedelmente, verificando il contenuto con il segnalante quando possibile. L’uso di un modulo non è condizione per ricevere la segnalazione.
Valutazione iniziale e protezione immediata
Il ricevente registra data di ricezione e codice del fascicolo e verifica subito l’esistenza di un rischio attuale. In caso di emergenza chi è presente protegge la persona, attiva i soccorsi e le autorità competenti senza attendere l’esito della procedura interna. Il Responsabile propone all’organo competente misure urgenti, proporzionate e motivate, quali modifica dei turni, rafforzamento della vigilanza o limitazione temporanea dei contatti, nei limiti dei poteri attribuiti.
Se il segnalante è contattabile in sicurezza, il ricevente conferma la ricezione, di regola entro tre giorni lavorativi. Si tratta di un termine organizzativo interno che non ritarda le misure urgenti né gli obblighi di comunicazione più tempestivi. Il Responsabile verifica la competenza dell’Ente e attiva senza ritardo i flussi dovuti verso il responsabile dell’organismo di affiliazione e gli organi di giustizia sportiva competenti.
Verifiche e chiusura
Il Responsabile acquisisce soltanto le informazioni pertinenti, custodisce i documenti e può richiedere il supporto di professionisti autorizzati e tenuti alla riservatezza. Le verifiche interne non interferiscono con quelle delle autorità. Chi è in conflitto si astiene. Non si impongono confronti o conciliazioni tra la persona che riferisce l’abuso e il soggetto segnalato.
Il procedimento si conclude con una relazione riservata che descrive attività svolte, esito e misure proposte oppure le ragioni dell’archiviazione. L’organo competente decide sulle conseguenze disciplinari. Quando possibile e compatibile con la riservatezza, il segnalante riceve informazioni sul seguito dato; se la gestione prosegue oltre trenta giorni, riceve un aggiornamento sullo stato, senza dati non necessari. L’archiviazione per insufficienza di elementi non comporta automaticamente mala fede e non esclude la riapertura in presenza di nuovi fatti.
Protezione, riservatezza e conseguenze delle violazioni
Ascolto e sostegno della persona coinvolta
Chi riceve il racconto di un minore ascolta senza suggerire risposte, contestare il racconto o chiedere ripetizioni non necessarie. Spiega che le informazioni saranno condivise soltanto con chi deve intervenire. La famiglia è coinvolta tenendo conto della sicurezza del minore e delle indicazioni delle autorità, soprattutto se il rischio riguarda l’ambiente familiare. L’Ente favorisce l’accesso all’assistenza sanitaria e al sostegno psicologico qualificato.
La procedura interna non sostituisce né ritarda denunce, querele, referti o altri adempimenti previsti dalla legge. Non può essere chiesto di rinunciare a rivolgersi alle autorità come condizione per partecipare all’attività sportiva o ricevere assistenza.
Divieto di ritorsioni
Sono vietati minacce, esclusioni punitive, peggioramenti del trattamento sportivo o altre ritorsioni verso chi segnala in buona fede, intende segnalare, testimonia o presta aiuto. Il Responsabile verifica che la persona possa proseguire l’attività in condizioni sicure. L’eventuale falsità deliberata della segnalazione è accertata con le garanzie applicabili; il mancato riscontro non equivale, da solo, ad abuso del canale.
Trattamento e conservazione dei dati
L’Ente, quale titolare per i trattamenti di propria competenza, applica il Regolamento UE 2016/679 e il D.Lgs. 196/2003, individua basi giuridiche e condizioni per trattare dati particolari o relativi a reati e rende disponibili le informative. I fascicoli sono separati dalla documentazione ordinaria, protetti da credenziali individuali o conservati in armadi chiusi. Gli accessi sono limitati ai soggetti autorizzati per effettive necessità e alle comunicazioni dovute.
I tempi di conservazione sono definiti per categoria di documento in funzione delle finalità, dei procedimenti e degli obblighi applicabili. Si riesamina periodicamente la necessità di conservare i dati e si cancellano o anonimizzano quelli non più necessari. Il verbale annuale riporta soltanto informazioni aggregate e non contiene nomi o dettagli identificativi delle segnalazioni.
Informativa e criteri di conservazione:
Documento ________________________________
Data ____/____/________
Sistema disciplinare
Le violazioni sono contestate dall’organo competente, che assicura la possibilità di difesa e decide con motivazione. La gravità, la reiterazione, il ruolo ricoperto e la vulnerabilità della persona orientano la proporzionalità. Nei limiti dello statuto e delle norme applicabili possono essere disposti richiamo, prescrizioni correttive, sospensione, revoca dell’incarico o esclusione. Le misure urgenti di protezione restano distinte dalle sanzioni.
Per lavoratori e collaboratori si rispettano legge, contratti e contrattazione collettiva, senza automatismi nella risoluzione del rapporto. Restano ferme le competenze degli organi sportivi e delle autorità statali. Sono disciplinarmente rilevanti anche le ritorsioni, la violazione della riservatezza e l’omessa collaborazione dovuta.
Organo competente e procedura disciplinare:
________________________________
________________________________
Diffusione, verifiche e approvazione
Pubblicazione e comunicazioni
Il Modello, il Codice di condotta e i recapiti del Responsabile sono resi disponibili presso la sede e pubblicati sulla homepage del sito dell’Ente, se esistente. L’adozione e gli aggiornamenti sono comunicati al Responsabile e all’organismo di affiliazione secondo le modalità prescritte. Al tesseramento e all’avvio di ogni rapporto l’Ente informa i destinatari e, per i minori, chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela, conservando evidenza della consegna o dell’accesso.
Luogo di disponibilità presso la sede: ________________________________
Indirizzo della pagina web, se esistente: ________________________________
Incaricato delle comunicazioni: ________________________________
Controllo annuale e aggiornamento
Il Responsabile, con i referenti operativi, verifica almeno annualmente applicazione ed efficacia delle misure, usando il Verbale di verifica annuale allegato. Controlla accessibilità dei canali, attuazione dei protocolli, formazione, gestione delle criticità e rispetto delle scadenze. L’organo amministrativo esamina la relazione e approva gli interventi correttivi, individuando incaricati, risorse e termini; il Responsabile ne verifica il completamento.
Il Modello è aggiornato almeno ogni quattro anni e prima quando intervengano modifiche delle regole, raccomandazioni dell’organismo di affiliazione, cambiamenti delle attività o carenze emerse dai controlli. Ogni versione riporta gli estremi di approvazione. Le precedenti versioni e le evidenze delle comunicazioni sono conservate secondo i criteri documentali dell’Ente.
Prima verifica annuale entro il: ____/____/________
Aggiornamento quadriennale entro il: ____/____/________
Deliberazione di adozione
L’organo competente, esaminati il contesto, le valutazioni dei rischi e le risorse disponibili, approva il presente Modello e le schede richiamate. Conferisce agli incaricati i compiti indicati, dispone la diffusione e l’attuazione delle misure dalla data di entrata in vigore e richiede al Responsabile la verifica dei relativi adempimenti.
Organo deliberante: ________________________________
Delibera: n. __________ del ____/____/________
Schede di rischio approvate: n. __________
Data o versione: ________________________________
Luogo e data: ________________________________, ____/____/________
Legale rappresentante: ________________________________
Firma: ________________________________
Presa visione del Responsabile safeguarding:
Data ____/____/________
Firma ________________________________
Scheda di valutazione del rischio
Scheda integrante il Modello, da approvare per ogni area o attività valutata e aggiornare quando cambiano le condizioni operative. Le eventuali esclusioni sono motivate. I valori sono attribuiti dall’Ente sulla base della propria situazione effettiva.
Ente: ________________________________
Codice della scheda: __________
Versione: __________
Data: ____/____/________
Attività e luogo: ________________________________
Persone esposte e condizioni rilevanti:
________________________________
________________________________
Referente operativo: ________________________________
Scenario e condizioni di rischio
Condotta o evento da prevenire:
________________________________
________________________________
Condizioni che possono favorire il rischio:
________________________________
________________________________
Valutazione e misure
Scala interna: probabilità P da 1 (poco probabile) a 3 (probabile); impatto I da 1 (contenuto) a 3 (grave); indice R = P × I. Valori da 1 a 2: contenuto; da 3 a 4: significativo; da 6 a 9: elevato. Il punteggio orienta le priorità e non giustifica condotte vietate. Ogni pericolo attuale richiede un intervento immediato. Si motiva anche il rischio residuo dopo l’applicazione delle misure.
| Valutazione | P | I | R | Motivazione |
|---|---|---|---|---|
| Prima delle misure | ____ | ____ | ____ | ________________ ________________ |
| Dopo le misure | ____ | ____ | ____ | ________________ ________________ |
Misure già attuate e prove disponibili:
________________________________
________________________________
Ulteriori interventi necessari:
________________________________
________________________________
Incaricato e risorse:
________________________________
________________________________
Scadenza per l’attuazione: ____/____/________
Verifica a cura di: ________________________________
Attività ammessa con le seguenti condizioni:
________________________________
________________________________
Organo che approva la scheda: ________________________________
Data di approvazione: ____/____/________
Firma del soggetto approvante: ________________________________
Verbale di verifica annuale
Documento interno di riesame delle misure e degli interventi correttivi. Le informazioni sulle segnalazioni sono riportate in forma aggregata, senza dati che consentano di identificare le persone coinvolte.
Ente: ________________________________
Periodo esaminato: dal ____/____/________ al ____/____/________
Versione del Modello verificato: __________
Data di approvazione del Modello: ____/____/________
Data della verifica: ____/____/________
Partecipanti e rispettivi incarichi:
________________________________
________________________________
Esiti del controllo
| Oggetto della verifica | Esito ed evidenze disponibili |
|---|---|
| Attività e rischi | ________________________ ________________________ |
| Nomina, requisiti e autonomia | ________________________ ________________________ |
| Applicazione dei protocolli | ________________________ ________________________ |
| Formazione e diffusione | ________________________ ________________________ |
| Canali e gestione delle segnalazioni | ________________________ ________________________ |
| Interventi precedenti e loro efficacia | ________________________ ________________________ |
Criticità e aggiornamenti necessari:
________________________________
________________________________
________________________________
Interventi correttivi approvati
| Intervento | Incaricato | Scadenza | Verifica ed esito |
|---|---|---|---|
| ________________ ________________ |
________________ | ____/____/________ | ________________ ________________ |
| ________________ ________________ |
________________ | ____/____/________ | ________________ ________________ |
Risorse assegnate:
________________________________
________________________________
Delibera o decisione di approvazione: n. __________ del ____/____/________
Prossima verifica: ____/____/________
Responsabile safeguarding:
Nome e cognome ________________________________
Firma ________________________________
Legale rappresentante:
Nome e cognome ________________________________
Firma ________________________________
Fac Simile Modello Organizzativo Safeguarding Word da Scaricare
In questa sezione è presente un fac simile modello organizzativo safeguarding da scaricare. Il fac simile modello organizzativo safeguarding compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile modello organizzativo safeguarding può essere convertito in PDF o stampato.
