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Indice
Relazione Tecnica Impianto Di Videosorveglianza
La relazione tecnica per un impianto di videosorveglianza è il documento attraverso il quale si descrivono in modo dettagliato le caratteristiche, il funzionamento e le finalità di un sistema di telecamere installato presso un’azienda, un esercizio commerciale, un condominio o qualsiasi altro contesto in cui vengano acquisite immagini che possono ritrarre persone identificabili. Questo documento è obbligatorio per tutte le realtà che utilizzano sistemi di videosorveglianza per fini di sicurezza o per la protezione della proprietà, e la sua obbligatorietà è prevista dalla normativa sulla protezione dei dati personali. La corretta redazione della relazione tecnica non è dunque un mero adempimento formale, ma rappresenta un elemento centrale della conformità normativa dell’intero impianto.
Le norme di riferimento sono il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), il D.Lgs. 196/2003 e successive modificazioni, il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, tuttora applicabile in quanto compatibile con il GDPR, oltre che le Linee Guida EDPB 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video. In ambito lavorativo si aggiunge un ulteriore livello di regolamentazione, poiché l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori stabilisce che per installare telecamere di videosorveglianza all’interno di un luogo di lavoro bisogna seguire una procedura specifica, che dimostri come tale azione sia necessaria esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio dell’azienda. In presenza di rappresentanze sindacali aziendali occorre raggiungere un accordo con le stesse, mentre in assenza di tali rappresentanze è necessaria l’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’Ispettorato richiede una relazione dettagliata, da allegare all’istanza per l’installazione dell’impianto. L’istanza di autorizzazione, il cui modello è reperibile sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, deve essere compilata con tutte le informazioni indicate nel modello e corredata degli allegati richiamati, tenendo conto delle responsabilità penali in cui si incorre in caso di dichiarazioni mendaci.
La relazione tecnica deve partire dall’inquadramento delle finalità dell’impianto. Occorre descrivere l’analisi della finalità per cui si intende installare il sistema di videosorveglianza: se ad esempio lo si vuole installare per finalità di tutela del patrimonio aziendale, si devono descrivere i beni costituenti il patrimonio aziendale da proteggere e il loro valore. L’installazione dell’impianto è da considerarsi lecita solo qualora rappresenti una risposta a un’esigenza necessaria, effettiva, concreta e non altrimenti soddisfabile. È quindi opportuno motivare nella relazione perché altri strumenti di sicurezza, come serrature potenziate o sistemi di allarme non video, non sarebbero sufficienti a raggiungere lo scopo.
Sul piano tecnico, occorre descrivere in maniera dettagliata la modalità di funzionamento del sistema, precisando ad esempio se l’impianto viene tenuto a circuito chiuso, se è collegato a intranet aziendale o se è collegato via internet a postazione remota. È utile allegare le schede tecniche degli elementi che compongono il sistema, specificando il tipo di telecamere utilizzate, la risoluzione, la presenza o meno di funzionalità audio e la capacità di registrazione del videoregistratore digitale. Alla relazione vanno allegate le planimetrie in cui sono riportati la metratura dei locali, la posizione delle telecamere con il relativo orientamento e i coni di visuale, la posizione dei monitor e tutte le postazioni fisse di lavoro presenti nella sede operativa, nonché l’orientamento del lavoratore rispetto alla singola postazione.
La relazione deve affrontare anche il tema della conservazione delle immagini. Il Provvedimento del Garante del 2010 stabilisce che la conservazione deve essere limitata a poche ore o, al massimo, alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o esercizi, nonché nel caso in cui si debba aderire a una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria. Per attività caratterizzate da particolare rischiosità, come nel caso di banche o gioiellerie, è possibile prevedere tempi di conservazione più lunghi, purché adeguatamente giustificati nella relazione stessa.
Un aspetto imprescindibile riguarda le misure di sicurezza adottate a protezione dei dati raccolti. Tra queste rientrano credenziali di autenticazione idonee, livelli diversi di accesso e protezione dei rischi nel caso di apparati di ripresa digitali connessi a reti informatiche. La relazione deve indicare chi sono i soggetti autorizzati alla visione delle immagini e le modalità attraverso cui viene loro assegnata tale abilitazione. In determinati casi è obbligatoria anche la redazione di una valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA), ossia un documento di valutazione preventiva dei rischi derivanti dal trattamento che si intende effettuare, con l’indicazione delle misure tecnico-organizzative atte a ridurli. La DPIA è obbligatoria nel caso di monitoraggio sistematico di una zona accessibile al pubblico e di trattamento di dati di soggetti vulnerabili, come possono essere i lavoratori.
Il documento deve essere aggiornato almeno ogni due anni o ogni volta che si apportano modifiche significative all’impianto di videosorveglianza o alle modalità di utilizzo dei dati personali raccolti. La mancata redazione o l’inadeguatezza della relazione tecnica espone il titolare del trattamento alle sanzioni previste dal GDPR e dal Codice della privacy, che possono raggiungere importi molto elevati e, nei casi più gravi legati alla violazione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, assumere anche rilevanza penale. Per questa ragione è sempre consigliabile affidare la stesura della relazione a un tecnico competente in materia di sicurezza e protezione dei dati personali, coinvolgendo il consulente privacy dell’azienda e, se necessario, il responsabile della protezione dei dati.
Esempio di Relazione Tecnica Impianto Di Videosorveglianza
Di seguito è possibile trovare un esempio di relazione tecnica impianto di videosorveglianza.
Il sottoscritto _________________________________________ in qualità di legale rappresentante della ditta esercente attività di _________________________________________ rende la seguente relazione tecnico-descrittiva a corredo dell’istanza di autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi (modulo INL 1) per l’unità locale di _________________________________________.
A tal fine, consapevole delle responsabilità penali cui si incorre in caso di dichiarazioni mendaci previste dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000 e della decadenza dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di una dichiarazione non veritiera, dichiara quanto segue.
| MOTIVAZIONE DELLA RICHIESTA |
| La ripresa e l’eventuale registrazione delle immagini vengono effettuati esclusivamente ai seguenti fini:
☐ esigenze organizzative e produttive; ☐ tutela del patrimonio aziendale; ☐ sicurezza sui luoghi di lavoro.
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| Specificare la motivazione [N.B. Devono essere esplicitate in maniera dettagliata le motivazioni per le quali si chiede l’autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza, anche con riferimento alla specifica attività svolta e alle attività lavorative che si svolgono negli spazi aziendali, che chiede di descrivere. Nelle caselle compilabili, si riportano alcuni esempi, non esaustivi] |
| ☐Esigenze organizzative e produttive: _________________________________________
☐Tutela del patrimonio aziendale: _________________________________________ ☐Sicurezza sui luoghi di lavoro: _________________________________________. Si allega, a tal fine, estratto del DVR aziendale dal quale risulti che l’installazione del sistema è misura necessaria ed adeguata per la riduzione dei rischi di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (cfr. circolare INL n. 302 del 18 giugno 2018). |
| Valutazione di soluzioni alternative
____________________________________________________________ [N. B. occorre chiarire se per il raggiungimento dello scopo di tutela sono state valutate misure meno limitative dei diritti dei lavoratori (allarmi, vigilanza fisica, etc.). Invero, «la sussistenza dei presupposti legittimanti la tutela del patrimonio aziendale, va valutata in relazione ai mezzi tecnici e legali alternativi attuabili, all’intrinseca qualità delle cose da tutelare, alla possibilità per il datore di lavoro di prevenire ammanchi attraverso l’adozione di misure alternative» (Cass. Sent. n. 84/5902).] |
| ______________________________________________________________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________ _______________________________________________________________________
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Il trattamento dei dati acquisiti tramite l’impianto di videosorveglianza è fondato sui presupposti di necessità, liceità, proporzionalità e finalità, nel rispetto di tutte le disposizioni stabilite dal GDPR e dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali.
L’impianto di videosorveglianza non potrà essere utilizzato per esercitare il controllo a distanza dei lavoratori, così come espressamente vietato dall’art. 4 della legge n. 300/70.
| DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
L’impianto è costituito dai seguenti elementi: |
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| DISPOSITIVI | modello/marca/tipo | CARATTERISTICHE | FINALITÀ |
| ☐TELECAMERE ESTERNE | |||
| ☐TELECAMERE INTERNE | |||
| DISPOSITIVI | modello/marca/tipo | COLLOCAZIONE | FINALITÀ |
| ☐DI REGISTRAZIONE | |||
| ☐ DI VISUALIZZAZIONE
(es. monitor, pc, etc.) |
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| ☐ALTRO
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Il posizionamento delle telecamere è funzionale alle seguenti necessità:
____________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
descrivere le ragioni del posizionamento e le necessità specifiche che si intendono perseguire, ad es. sorveglianza dei locali e degli accessi esterni e delle aperture per le quali si ritiene necessaria la sorveglianza, monitoraggio di macchinari in assenza di operatori, sorveglianza per apertura varchi e cancelli d’ingresso, etc. Non è necessario, ma può essere utile chiarire la collocazione e l’orientamento dei corpi di ripresa.
Le inquadrature delle telecamere sono tali da cogliere un’immagine il più pertinente possibile ai soli accessi all’Azienda evitando, il più possibile, di inquadrare i luoghi circostanti non pertinenti al patrimonio aziendale.
I dipendenti ed i clienti sono informati con appositi cartelli esposti sia all’esterno sia all’interno dei locali dell’impresa.
| ORARI DI ATTIVAZIONE DELL’IMPIANTO |
| L’impianto di videosorveglianza sarà in funzione:
☐ esclusivamente con l’impianto di allarme o antifurto inserito, registrando o trasmettendo immagini esclusivamente in caso di allarmi o eventi preimpostati, in assenza di personale dipendente; ☐ 24 ore su 24, 7 giorni su 7 anche nelle giornate di chiusura; ☐ solo ad attività non in corso registrando o trasmettendo immagini soltanto quando in azienda non sono presenti lavoratori, nei seguenti orari: specificare gli orari ☐ altro: specificare gli orari. |
| COLLEGAMENTO |
| L’impianto installato è collegato:
☐ a circuito chiuso (riprende le immagini e le trasmette o le salva su un numero limitato di apparecchiature fisiche come monitor, videoregistratori o pc); ☐ a circuito aperto con trasmissione via internet o intranet (consente il trasporto dei dati mediante rete internet o intranet, consentendo di registrare, visualizzare e mantenere le informazioni video e audio in qualsiasi punto della rete opportunamente dimensionata).
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| FUNZIONAMENTO e MODALITÀ DI UTILIZZO |
| REGISTRAZIONE |
| L’impianto rende possibile (spuntare l’opzione, se ricorre):
☐ l’estrazione/visualizzazione delle registrazioni, con le seguenti modalità: specificare le modalità di accesso alle registrazioni precisando quali soggetti saranno autorizzati all’accesso e in quali occasioni si verificherà; L’apparecchiatura di registrazione, nonché gli accessori per il funzionamento sono stati collocati in modo da garantirne la sicurezza. A tale scopo, sono state adottate le seguenti misure: ad es. collocazione in armadio rack; utilizzo di chiavi fisiche o digitali per l’accesso; utilizzo di doppia password d’accesso, etc..
TEMPI DI CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI. Le immagini riprese dalle telecamere saranno conservate per un periodo ☐ non superiore a 48 ore dalla rilevazione, ossia per fare clic per inserire ore successive alla rilevazione; ☐ superiore a 48 ore dalla rilevazione, ma inferiore a7 giorni, ossia per fare clic per inserire ore successive alla rilevazione, per le seguenti motivazioni: fare clic qui per indicare le motivazioni che necessitano il prolungamento dei tempi di conservazione delle immagini registrate, dovute o alla natura particolarmente rischiosa dell’attività lavorativa/produttiva esercitata o al sussistere di specifiche esigenze tecniche ad essa connesse, ed allegare eventuale documentazione a supporto; ☐ superiore a 7 giorni dalla rilevazione, per le seguenti motivazioni: fare clic qui per indicare le ragioni dell’eventuale prolungamento delle registrazioni ed allegare eventuale documentazione a supporto. A tal fine si allega apposita valutazione di impatto privacy (Data Protection Impact Assessment) prescritta ai sensi dell’art. 35 GDPR, così come integrato da del n. 5 dell’Allegato 1 al Provvedimento dell’Autorità Garante per i Dati Personali N. 467 dell’11 ottobre 2018, quale requisito di legittimità̀ per il trattamento dei dati personali nell’ambito dell’effettuazione di controlli a distanza mediante strumenti rilevanti ai fini dell’art. 4 L. n. 300 del 1970 (cfr. T.A.R. Emilia-Romagna Bologna, Sez. II, Sent. 29/07/2022, n. 618). Sono fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici, nonché nel caso in cui si debba aderire ad una specifica richiesta investigativa e dell’Autorità Giudiziaria o di Polizia Giudiziaria, dopodiché le immagini si sovrapporranno alle precedenti, cancellandole.
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| L’impianto (spuntare l’opzione che interessa):
☐ non consente la visione in tempo reale delle immagini né in loco, né da postazione remota. ☐ consente la visualizzazione di immagini in tempo reale, con le seguenti modalità: ☐ esclusivamente in loco (all’interno dei locali aziendali) da parte dei seguenti soggetti, mediante i seguenti dispositivi: ____________________________________________________________________ specificare le modalità di accesso alle immagini in tempo reale, precisando quali soggetti saranno autorizzati all’accesso, da quali dispositivi e in quali occasioni si verificherà (es. scatto di allarmi, segnalazione di eventi criminosi in corso). Si ricorda che non è consentita l’esposizione al pubblico dei monitor.. ☐ da postazione remota esclusivamente da parte delle forze dell’ordine o dell’Istituto di Vigilanza appositamente incaricato della videosorveglianza, secondo le seguenti modalità: ____________________________________________________________________ specificare le modalità di accesso alle immagini in tempo reale, precisando quali soggetti esterni saranno incaricati e in quali occasioni si verificherà l’accesso (es. scatto di allarmi, segnalazione di eventi criminosi in corso, accessi random, etc). A tal fine le telecamere sono dotate di spia luminosa che individui quando le stesse sono attivate (o non sono) per la visione in tempo reale delle immagini da postazione remota da parte delle autorità di Pubblica Sicurezza/di vigilanza. ☐ da postazione remota esclusivamente ad attività lavorative non in corso o, comunque in assenza di personale dipendente, da parte dei seguenti soggetti ____________________________________________________________________ mediante i seguenti dispositivi ____________________________________________________________________ e per i seguenti motivi: ____________________________________________________________________ ☐ da postazione remota anche ad attività lavorative in corso , da parte dei seguenti soggetti ____________________________________________________________________ mediante i seguenti dispositivi ____________________________________________________________________ e per le seguenti eccezionali motivazioni: ____________________________________________________________________ motivare debitamente e documentare le eventuali eccezionali motivazioni che supportano la scelta di tale tipologia di controllo. Tale modalità non è normalmente consentita, ma può essere autorizzata solo in presenza di eccezionali e documentate ragioni relative alla particolare rischiosità dell’attività esercitata (ad es. presenza di beni o materiali rari o di particolare pregio, apertura nelle ore notturne, attività soggette a rapine documentate, etc.) o alla particolare vulnerabilità dei luoghi da sorvegliare (ad es. zone isolate, assenza di recinzioni, cancelli o barriere, etc.). ☐ consente la visione in tempo reale delle immagini da postazione remota, ma la funzione verrà disabilitata e l’impianto verrà configurato in modo che non sia possibile il controllo in tempo reale da postazione remota. |
| ACCESSO AI DATI, TRATTAMENTO E MISURE DI SICUREZZA |
| SOGGETTI ABILITATI |
| Fatta salva la visione da parte delle forze dell’ordine, a seguito della messa a disposizioni delle autorità competenti per fatti delittuosi e utilizzabili esclusivamente a titolo di prova giudiziale, la visione delle immagini potrà avvenire solo:
Fatta salva la visione da parte delle forze dell’ordine, a seguito della messa a disposizioni delle autorità competenti per fatti delittuosi e utilizzabili esclusivamente a titolo di prova giudiziale, la visione delle immagini potrà avvenire solo: ☐ da parte del seguente soggetto esterno/interno, appositamente incaricato della videosorveglianza _________________________________________ ☐ con avviso o in presenza del lavoratore/del rappresentante dei lavoratori Sig._________________________________________. (o, se impossibilitato, dal suo eventuale sostituto). Responsabile del trattamento è il Sig. _________________________________________ È stato nominato quale rappresentante scelto dai lavoratori dipendenti addetto alla videosorveglianza il Sig. _________________________________________ dipendente dell’Azienda. Su richiesta dell’Autorità Giudiziaria o della Polizia Giudiziaria, le sole immagini utili alla ricerca dei responsabili saranno riversate, a cura del Responsabile del trattamento, su un nuovo supporto informatico, al fine della loro conservazione in relazione agli illeciti o alle indagini Il trattamento dei dati ricavati dal sistema di videosorveglianza spetta esclusivamente al Responsabile, ai soggetti da questi nominati e all’Autorità Giudiziaria e di Polizia. Ad ogni altro soggetto non compreso nell’elencazione precedente è inibita sia la visione sia la disponibilità delle immagini e dei dati rilevati dal sistema. |
| MISURE DI SICUREZZA PER L’ACCESSO AI DATI |
| A tal fine il sistema (barrare l’opzione che ricorre):
☐ è dotato di password multilivello; ☐ è dotato di apposite funzionalità di registrazione degli accessi, che consentano di risalire ai soggetti che hanno avuto accesso ai dati per un congruo periodo, non inferiore a sei mesi (cfr. circolare INL n. 5 del 19 febbraio 2018 (opzione obbligatoria). ☐ Prevederà la visione solo attraverso l’inserimento di una doppia password (ovvero di doppia chiave se l’apparecchiatura di registrazione dovesse essere installata in apposito armadio) di cui una in possesso del titolare dell’esercizio e una del rappresentante sopraindicato. |
Luogo e data __________________
Timbro e firma del legale rappresentante __________________
Fac Simile Relazione Tecnica Impianto di Videosorveglianza Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello relazione tecnica impianto di videosorveglianza da scaricare. Il modulo relazione tecnica impianto di videosorveglianza compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile relazione tecnica impianto di videosorveglianza può essere convertito in PDF o stampato.
Modello Relazione Tecnica Impianto di Videosorveglianza PDF Editabile
Di seguito viene messo a disposizione un modello relazione tecnica impianto di videosorveglianza PDF editabile.
