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Richiesta Di Trasferimento Per Incompatibilità Ambientale
Nel linguaggio giuslavoristico e amministrativo, “incompatibilità ambientale” non indica di per sé una colpa del lavoratore né coincide automaticamente con una sanzione disciplinare. Nella prassi e nella giurisprudenza, viene inquadrata come misura organizzativa volta a rimuovere una situazione che incide sul funzionamento dell’ufficio/azienda, sulla serenità operativa o sul prestigio dell’amministrazione.
Nel rapporto di lavoro “comune” (privato) e nel pubblico impiego contrattualizzato, il trasferimento è governato dalla regola generale per cui il lavoratore non può essere trasferito ad altra unità produttiva se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
In questo quadro, la Cassazione ha ricondotto l’“incompatibilità ambientale” proprio alle esigenze organizzative tipiche del trasferimento, precisando anche l’onere datoriale di allegare e provare in giudizio le ragioni del provvedimento quando contestato.
Negli ordinamenti speciali la logica è diversa: ad esempio, per la Polizia di Stato esiste una base normativa espressa che consente il trasferimento quando la permanenza nella sede nuoce al prestigio dell’Amministrazione (anche con assegnazione in soprannumero).
Conclusione operativa importante: la “richiesta” dell’interessato non è, di regola, un diritto automatico al trasferimento; è un’istanza che attiva (o sollecita) una valutazione discrezionale/organizzativa, che deve però rispettare le regole di procedimento e motivazione previste dall’ordinamento applicabile.
Per impostare correttamente la richiesta devi capire in quale “binario” sei:
Nel lavoro privato e nel pubblico impiego contrattualizzato, la controversia sui provvedimenti che incidono sul rapporto di lavoro ricade di regola nella giurisdizione del giudice ordinario (sezione lavoro); per il pubblico impiego ciò discende dalla previsione generale del D.lgs. 165/2001.
Per la Polizia di Stato, il trasferimento per incompatibilità ambientale ha una disciplina specifica nell’ordinamento del personale (d.P.R. 335/1982), ed è tradizionalmente trattato come atto connotato da ampia discrezionalità amministrativa, sindacabile nei limiti della logicità e adeguatezza della motivazione secondo la giurisprudenza amministrativa.
Per la magistratura, l’“incompatibilità ambientale e/o funzionale” è collegata al trasferimento d’ufficio ex art. 2, comma 2, r.d.lgs. 511/1946 (legge sulle guarentigie) e il procedimento è dettagliato in apposita circolare del CSM (aggiornata nel 2024).
In questo ambito, più che una domanda di trasferimento in senso lavoristico, si parla spesso di segnalazione/attivazione di un procedimento che può condurre a un trasferimento d’ufficio.
Una richiesta efficace non deve essere polemica, ma deve essere verificabile: descrivere fatti, effetti sull’organizzazione e ragioni per cui il trasferimento (o altra misura equivalente) è una soluzione proporzionata.
In termini di contenuto, la richiesta dovrebbe includere: l’identificazione completa dell’istante; la sede e l’ufficio di appartenenza; una ricostruzione cronologica essenziale degli episodi rilevanti (con date, uffici coinvolti, eventuali provvedimenti o segnalazioni già fatte); l’indicazione degli effetti oggettivi della situazione (tensione costante nel reparto, compromissione dei rapporti funzionali, perdita di efficacia operativa, rischio di conflitti di interesse o di pregiudizio dell’immagine); la soluzione richiesta (trasferimento ad altra sede/ufficio, oppure assegnazione temporanea in attesa di definizione, a seconda del tuo ordinamento); l’elenco degli allegati (relazioni di servizio, comunicazioni formali, eventuali esiti di procedimenti interni, certificazioni se pertinenti). Se temi ritorsioni o escalation, è utile chiedere che la gestione istruttoria avvenga con adeguate cautele di riservatezza, per quanto compatibili con il diritto di difesa e l’accesso agli atti.
Per i procedimenti amministrativi, è opportuno formulare l’istanza in modo da “agganciarsi” alle garanzie della legge sul procedimento: chiedere l’indicazione del responsabile del procedimento e dei termini, ricordare che l’amministrazione deve concludere il procedimento entro i termini applicabili, che decorrono dal ricevimento della domanda.
Inoltre, nei procedimenti ad istanza di parte, se l’amministrazione orienta per il rigetto deve comunicare i motivi ostativi (preavviso di rigetto) e consentire osservazioni entro dieci giorni.
Quando l’amministrazione apre un procedimento d’ufficio (o comunque instaura un’istruttoria formale), entrano in gioco anche gli istituti partecipativi: comunicazione di avvio, contenuti minimi della comunicazione e diritto di presentare memorie/documenti, che l’amministrazione deve valutare.
Se la tua richiesta riguarda la Polizia di Stato (o, per analogia, altri comparti con esigenze di ordine pubblico), conviene essere molto consapevoli del perimetro normativo: l’art. 55, comma 4, del d.P.R. 335/1982 consente il trasferimento quando la permanenza nuoce al prestigio dell’Amministrazione (anche in soprannumero).
Nella pratica, l’istanza “a domanda” viene spesso impostata come richiesta di valutazione e adozione del provvedimento, rappresentando gli elementi oggettivi che rendono non opportuna la permanenza. La giurisprudenza amministrativa tende a qualificare il provvedimento come discrezionale e non sanzionatorio, ma richiede comunque una motivazione adeguata sui fatti e sul nesso tra permanenza in sede e pregiudizio al buon andamento/prestigio.
Questo si riflette sul modo di scrivere la richiesta: non serve “accusare” qualcuno; serve dimostrare che la permanenza in quella sede è divenuta un fattore oggettivo di criticità e che l’allontanamento è idoneo a rimuovere la criticità. In caso di diniego o di provvedimento che non affronti i punti decisivi, la successiva tutela (amministrativa/giurisdizionale) si gioca spesso su istruttoria e motivazione.
L’amministrazione o il datore di lavoro possono: accogliere la richiesta e disporre un trasferimento; proporre una soluzione alternativa (riorganizzazione interna, diversa assegnazione, mediazione); respingere motivando; non rispondere nei tempi (scenario che, nel procedimento amministrativo, apre temi di silenzio/inadempimento e di attivazione dei rimedi previsti dall’ordinamento).
Se ricevi un preavviso di rigetto, la fase delle osservazioni è strategica: è il momento per circoscrivere i fatti, depositare documenti, correggere eventuali imprecisioni e chiedere che l’amministrazione si pronunci puntualmente su profili specifici.
Nel lavoro privato o nel pubblico impiego contrattualizzato, se la questione evolve in contenzioso, il quadro di riferimento resta quello del trasferimento come atto organizzativo: l’“incompatibilità ambientale” non è una formula magica, ma un modo di descrivere una disfunzione che va ricondotta alle ragioni organizzative e provata; la Cassazione ha esplicitamente collocato la fattispecie nell’alveo dell’art. 2103 c.c., con conseguente onere di allegazione/prova in giudizio.
Per il pubblico impiego contrattualizzato, la sede tipica resta il giudice del lavoro.
In molti casi reali la richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale nasce da situazioni di conflitto serio, stress lavorativo, isolamento o condotte potenzialmente vessatorie. Dal punto di vista giuridico, il trasferimento è solo uno degli strumenti possibili; a seconda dei fatti, possono entrare in gioco anche obblighi di tutela dell’integrità fisica e della personalità morale del lavoratore, che l’ordinamento riconduce alla più ampia responsabilità datoriale di protezione.
Questo non significa che il trasferimento sia sempre la soluzione dovuta, ma che, se la situazione è documentata e grave, la richiesta va formulata in modo coerente con la tutela organizzativa e con la prevenzione del rischio.
Esempio di Richiesta Di Trasferimento Per Incompatibilità Ambientale
MODELLO 1 – Lavoro privato (richiesta ordinaria a HR/Direzione)
Spett.le [Ragione sociale]
Alla cortese attenzione di [Ufficio Risorse Umane / Direzione]
[Indirizzo] – [CAP] [Città]
Oggetto: Richiesta di trasferimento/ricollocazione per sopravvenuta incompatibilità ambientale
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [] il [], in forza presso [azienda] con qualifica [], attualmente assegnato/a a [sede/ufficio/reparto] dal [], con la presente espone quanto segue.
Da tempo si è determinata una situazione di grave e persistente compromissione del clima lavorativo e delle condizioni di collaborazione all’interno di [ufficio/reparto], tale da rendere difficoltoso lo svolgimento ordinario delle mansioni e da incidere negativamente sull’efficacia operativa dell’unità. La situazione, per caratteristiche e continuità, integra una sopravvenuta incompatibilità ambientale non imputabile a scelte organizzative del/della sottoscritto/a.
In un’ottica di tutela dell’organizzazione e di prevenzione di ulteriori criticità, chiedo che l’Azienda valuti l’adozione di un provvedimento di trasferimento/ricollocazione presso altra sede o unità organizzativa, preferibilmente [indicare sedi alternative], ovvero altra soluzione equivalente (ad es. assegnazione ad altro team o diversa collocazione funzionale) idonea a rimuovere la criticità.
Resto a disposizione per un colloquio riservato e per fornire ogni elemento utile alla valutazione, chiedendo sin d’ora che la presente istanza sia trattata con adeguata riservatezza, per quanto compatibile con le verifiche interne.
Distinti saluti.
[Luogo], [Data]
Firma
[Nome Cognome]
[Recapito] – [Email]
MODELLO 2 – Richiesta urgente con assegnazione temporanea (privato o pubblico)
Spett.le [Ragione sociale / Amministrazione]
Alla cortese attenzione di [HR / Dirigente / Ufficio Personale]
[Indirizzo] – [CAP] [Città]
Oggetto: Istanza urgente di assegnazione temporanea e successivo trasferimento per incompatibilità ambientale
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], [qualifica], in servizio presso [ufficio/sede] dal [___], rappresenta una situazione sopravvenuta di incompatibilità ambientale che sta determinando un concreto pregiudizio al regolare svolgimento delle attività e un’escalation di criticità organizzative.
Considerata la necessità di prevenire ulteriori effetti pregiudizievoli, chiedo in via d’urgenza una misura temporanea di salvaguardia (assegnazione provvisoria/temporanea ad altra unità, cambio turno/team, diversa collocazione funzionale, lavoro da remoto ove compatibile), nelle more della definizione della valutazione definitiva sul trasferimento/ricollocazione.
La richiesta è motivata da circostanze oggettive e reiterate, già portate all’attenzione di [indicare eventuali referenti] in data [___], che rendono non più sostenibile la permanenza nell’attuale contesto senza ripercussioni sull’organizzazione e sulla serenità operativa.
Resto disponibile a un incontro immediato con il soggetto competente e a produrre documentazione integrativa. Chiedo riscontro scritto entro un termine congruo, stante l’urgenza.
Cordiali saluti.
[Luogo], [Data]
Firma
[Nome Cognome]
[Recapito] – [Email]
MODELLO 3 – Pubblica amministrazione (istanza con richieste procedimentali ex L. 241/1990)
All’Amministrazione [Denominazione Ente]
Al/Alla Dirigente di [Settore/Ufficio]
e p.c. all’Ufficio Personale / Risorse Umane
[Indirizzo] – [CAP] [Città]
Oggetto: Istanza di trasferimento per incompatibilità ambientale – richiesta avvio e definizione del procedimento
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], [qualifica/categoria], in servizio presso [ufficio/sede] dal [___], espone che, per circostanze sopravvenute e non occasionali, si è determinata una situazione di incompatibilità ambientale tale da compromettere il regolare funzionamento dell’attività e la collaborazione operativa nell’unità di assegnazione.
Con la presente, chiedo che l’Amministrazione valuti l’adozione di un provvedimento di trasferimento/assegnazione ad altra struttura o sede, preferibilmente [indicare opzioni], ovvero altra misura organizzativa equivalente idonea a rimuovere le criticità, nel rispetto delle esigenze di servizio.
Chiedo inoltre che la presente sia trattata come istanza procedimentale, con comunicazione dell’unità organizzativa responsabile e del responsabile del procedimento, nonché con riscontro scritto all’esito dell’istruttoria. Resto a disposizione per eventuale audizione e per il deposito di memorie e documenti utili.
Si richiede che ogni comunicazione avvenga all’indirizzo [PEC/email] indicato.
Distinti saluti.
[Luogo], [Data]
Firma
[Nome Cognome]
[Matricola] – [Recapito] – [PEC/Email]
MODELLO 4 – Polizia di Stato (richiesta ai sensi dell’art. 55, co. 4, d.P.R. 335/1982)
Alla Questura di [___]
All’attenzione del Sig. Questore
e p.c. Ufficio Personale / Ufficio Impiego
[Indirizzo]
Oggetto: Istanza di trasferimento per incompatibilità ambientale ai sensi dell’art. 55, comma 4, d.P.R. 335/1982
Il/La sottoscritto/a [grado, Nome Cognome], in servizio presso [reparto/ufficio] della Questura di [___], espone che, per circostanze sopravvenute e oggettive, la permanenza nella sede attuale sta determinando un pregiudizio al sereno svolgimento del servizio e alla funzionalità complessiva dell’ufficio, con riflessi idonei a incidere sull’immagine e sul prestigio dell’Amministrazione.
Alla luce di quanto sopra, chiede che l’Amministrazione valuti l’adozione di un provvedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale, anche con assegnazione in soprannumero ove ritenuto necessario, presso [indicare sedi preferite, se del caso], ovvero altra collocazione funzionale idonea a rimuovere la criticità.
Il/La sottoscritto/a si rende disponibile a fornire dettagli e documentazione in sede riservata e chiede, ove ritenuto opportuno, di essere sentito/a nell’ambito dell’istruttoria. Si richiede che la trattazione avvenga con adeguate cautele di riservatezza, compatibilmente con gli adempimenti dovuti.
In attesa di cortese riscontro, porge distinti saluti.
[Luogo], [Data]
Firma
[grado, Nome Cognome]
[matricola] – [recapito di servizio]
MODELLO 5 – Lettera più “forte” con diffida a riscontro e riserva tutele (privato o pubblico contrattualizzato)
Spett.le [Datore di lavoro / Ente]
Alla cortese attenzione di [HR / Dirigente competente]
[Indirizzo]
Oggetto: Sollecito e formale richiesta di trasferimento/ricollocazione per incompatibilità ambientale – diffida a riscontro
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], [qualifica], in servizio presso [ufficio/sede] dal [], con riferimento a quanto già rappresentato in data [] (se presente: “come da mia comunicazione del [___]”), rinnova formalmente la richiesta di trasferimento/ricollocazione per sopravvenuta incompatibilità ambientale.
La situazione in atto, per intensità e persistenza, sta determinando una compromissione delle condizioni minime di operatività e collaborazione, con effetti organizzativi negativi e con rischio di ulteriore aggravamento, nonostante i tentativi di gestione interna. La permanenza nell’attuale contesto appare ormai sproporzionatamente critica rispetto alle esigenze di ordinaria organizzazione del lavoro.
Pertanto, si diffida l’Amministrazione/Azienda a definire la richiesta con provvedimento espresso e motivato, indicando le determinazioni adottate e le eventuali soluzioni alternative praticabili, entro e non oltre [10/15] giorni dal ricevimento della presente. In difetto di riscontro o in caso di diniego non adeguatamente motivato, il/la sottoscritto/a si riserva ogni tutela nelle sedi competenti.
Resta ferma la disponibilità a un incontro immediato e riservato per la definizione della soluzione organizzativa più idonea.
Distinti saluti.
[Luogo], [Data]
Firma
[Nome Cognome]
[Recapiti] – [Email/PEC]
Fac Simile Lettera di Richiesta di Trasferimento per Incompatibilità Ambientale Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale da scaricare. Il modulo richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale può essere convertito in PDF o stampato.
