In questa pagina è possibile trovare un fac simile lettera proposta piano di rientro a fornitore da scaricare e compilare.
Indice
Proposta di Piano di Rientro a Fornitore
Il piano di rientro rappresenta una delle soluzioni disponibili per il recupero crediti, particolarmente utile quando scatta la decadenza del beneficio del termine, ovvero il diritto del creditore di richiedere la restituzione immediata del debito. Questo strumento consiste in un accordo tra l’impresa creditrice e il debitore, nel quale si stabilisce la rateizzazione dell’importo dovuto. Di conseguenza, la somma totale verrà saldata a rate entro una data specifica fissata dal piano stesso.
Il piano di rientro modifica un’obbligazione già esistente fra due o più parti nei tempi e nei modi di esecuzione. Proprio perché va a cambiare i termini del pagamento, è necessario che questo accordo venga messo per iscritto per evitare malintesi o contestazioni da parte di una delle parti interessate. La redazione del piano di rientro normalmente avviene tramite una scrittura privata, in carta semplice, che non ha bisogno di registrazione o di un notaio per essere formalizzata. Questo aspetto è rilevante per le imprese di piccole e medie dimensioni, che possono gestire la trattativa in modo diretto e con costi contenuti, senza necessità di ricorrere immediatamente a procedure formali.
Prima di inviare la proposta è indispensabile una valutazione realistica della propria situazione finanziaria. Un aspetto fondamentale del piano di rientro del debito è la sua sostenibilità: non sono rari i casi in cui anche i piani di rientro non vengono onorati, ed è quindi consigliabile effettuare un’indagine sullo stato patrimoniale del debitore così da minimizzare il rischio di insolvenza. In pratica, il debitore deve proporsi rate che è concretamente in grado di pagare, perché un piano irrealistico peggiora la propria posizione invece di migliorarla: un fornitore che accetta un piano e poi lo vede disatteso sarà molto meno disponibile a successive trattative e assai più incline ad avviare il recupero coattivo del credito.
Il contenuto della proposta deve essere chiaro e completo. Deve essere indicata la fonte da cui ha avuto origine il debito, come un contratto di fornitura di merce o il mancato pagamento di fatture commerciali, l’importo da versare al creditore e anche quello che è stato eventualmente già pagato, e l’indicazione dei tempi entro cui il debito deve essere pagato e dunque estinto: numero di rate, ammontare di ciascuna rata con eventuale maxirata di acconto o a saldo, e scadenza di pagamento di ciascuna rata. È buona prassi indicare anche le modalità di pagamento delle rate, specificando se avverranno tramite bonifico bancario, RID o altro strumento, e fornire le coordinate per il pagamento, in modo da non lasciare margini di ambiguità al momento dell’esecuzione.
Un elemento da valutare con attenzione riguarda gli interessi di mora. Il D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, che recepisce la direttiva europea sulle transazioni commerciali, prevede l’applicazione automatica degli interessi di mora sulle fatture scadute tra imprese, in misura pari al tasso di riferimento BCE maggiorato di otto punti percentuali. Nel redigere la proposta di piano di rientro, il debitore dovrà quindi decidere se riconoscere esplicitamente gli interessi maturati sul debito originario, oppure proporre al fornitore una rinuncia parziale o totale agli interessi in cambio dell’accettazione del piano. Il fornitore, dal canto suo, è completamente libero di accettare o rifiutare la proposta: il creditore non è mai obbligato a redigere e accettare un piano di rientro.
La firma del piano di rientro comporta una conseguenza giuridica importante che il debitore non deve sottovalutare. Il piano di rientro, una volta sottoscritto, costituisce in sé un’ammissione di debito. Questo significa che qualora non venga rispettato, la parte creditrice può ricorrere al giudice competente chiedendo un decreto ingiuntivo. In termini tecnici si parla di ricognizione di debito ai sensi dell’art. 1988 del Codice Civile, che inverte l’onere della prova: è il debitore a dover dimostrare l’eventuale infondatezza del debito riconosciuto, e non il creditore a dover provare il proprio diritto. Chi firma una proposta di piano di rientro accetta dunque di trovarsi in una posizione processuale più esposta in caso di inadempimento futuro.
Per rafforzare la tutela del fornitore e quindi aumentare le possibilità che la proposta venga accettata, il debitore può offrire garanzie aggiuntive. Il creditore può tutelarsi facendo firmare al debitore delle cambiali, le quali, in caso di inadempimento, consentono di avviare la procedura di protesto e di agire contro il debitore direttamente con il pignoramento, senza dover richiedere il decreto ingiuntivo. In alternativa si può offrire una fideiussione da parte di un terzo, o concordare che il fornitore mantenga il diritto di sospendere le future forniture in caso di mancato pagamento di una o più rate. La proposta può inoltre prevedere espressamente che il fornitore si impegni a non avviare azioni esecutive per tutta la durata del piano, purché le rate vengano rispettate: questa clausola è nell’interesse di entrambe le parti ed è spesso decisiva per chiudere l’accordo in modo bonario.
Dal punto di vista della relazione commerciale, proporre tempestivamente un piano di rientro appena si percepisce l’impossibilità di rispettare i termini contrattuali è molto più vantaggioso dell’attesa passiva. Un piano di rientro salvaguarda il rapporto commerciale tra debitore e creditore, che potrà tornare alla normalità una volta superato il periodo di crisi. Aspettare i solleciti, le lettere di messa in mora o le minacce di decreto ingiuntivo prima di aprire un dialogo è una strategia perdente sia sul piano economico, per i costi aggiuntivi che ne derivano, sia sul piano della reputazione commerciale. Affrontare la situazione con trasparenza, documentando le difficoltà temporanee e presentando un piano concreto e sostenibile, è il modo più efficace per ottenere la fiducia del fornitore e chiudere la partita senza ricorrere al giudice.
Esempio di Lettera Proposta Piano di Rientro a Fornitore
Di seguito è possibile trovare un esempio di lettera proposta piano di rientro a fornitore.
Oggetto: VOSTRA POSIZIONE CREDITORIA
Egregi Signori,
faccio seguito alla precedente corrispondenza per allegare alla presente il piano (il cui invio è stato autorizzato dal mio Cliente) di ristrutturazione finanziaria della …………., predisposto dallo Studio del Dott. …………, esperto in consulenza aziendale e controllo di gestione, incaricato con il sottoscritto di valutare la crisi delle imprese del Sig. ………….
Il mio mandato è stato conferito il ……. a seguito delle richieste rivolte al Sig. ……….. da alcuni Istituti di credito.
Purtroppo, il Sig. ……….. si è rivolto a noi quando la crisi finanziaria si era già manifestata pesantemente a causa della contrazione del credito bancario, intervenuta dopo il mancato pagamento di circa ………… euro di assegni di un cliente di …….. Assegni che erano già stati messi all’incasso e che hanno dunque allarmato e bloccato la possibilità per ………… di operare regolarmente con le banche.
Ovviamente, gli Istituti di credito non hanno più concesso assegni al Sig. ………… Gli assegni oggi in circolazione, tra cui quello a Vostre mani scadente il ……… p.v. non hanno copertura ed il Sig. ………., pur avendo sollecitato alle banche aiuto non è in grado di onorare i titoli alle scadenze.
Come ben comprenderete, tali titoli se portati all’incasso faranno venire meno la capacità di ……. di lavorare e portare a compimento l’impegno e il piano di cui alla relazione allegata.
Vi chiedo la cortesia di volere soprassedere dal portare all’incasso i titoli a Vostre mani (che non possono neppure essere sostituiti perché …….. non dispone più di altri assegni), e di volere esaminare il piano allegato, indicandomi una data Voi utile per un incontro al fine di valutare una soluzione che possa soddisfare le Vostre esigenze e trovare puntuale rispetto da parte di …………..
Preannuncio che, oltre all’ipotesi indicata nella relazione dello Studio ………, sarebbe stata opinata altra soluzione che prevederebbe una moratoria dei debiti fino a ………., per permettere alla ………. di affittare l’azienda ad altra società, che sarebbe bancariamente “pulita” e che potrebbe corrispondere un canone pari al cash flow necessario al soddisfacimento dei creditori.
La situazione di ……….. non vede altre ipotesi risolutive, poiché in caso di mancanza di accordo con i creditori anche le banche non sosterrebbero il recupero aziendale e ……….. sarebbe costretto a proporre o un concordato preventivo con ipotesi di pagamento dei creditori chirografari in misura assai ridotta (15-20%) o addirittura fallire presentando istanza in proprio.
Bisogna sottolineare che il valore dei cespiti aziendali non copre neppure totalmente i debiti privilegiati ed il Sig. ………. e la di lui moglie non sono proprietari di alcun bene. Per tale motivo le banche fanno ulteriore difficoltà a concedere nuova finanza (a prescindere il pessimo rating che le due società hanno maturato).
l mio lavoro non è certo semplice e lo sforzo da richiedere ai creditori è sicuramente consistente, tuttavia, ritengo che quanto si sta consigliando sia l’unica soluzione per salvaguardare i creditori e il soddisfacimento integrale degli stessi (certamente in tempi non immediati).
Ringrazio per la cortese attenzione e per la comprensione che vorrete prestare. Resto a disposizione e porgo i migliori saluti.
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Modello Lettera Proposta Piano di Rientro a Fornitore Editabile da Scaricare
In questa sezione è presente un modello lettera proposta piano di rientro a fornitore da scaricare. Il modulo lettera proposta piano di rientro a fornitore compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile lettera proposta piano di rientro a fornitore può essere convertito in PDF o stampato.
