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Quietanza Liberatoria per TFR
La quietanza liberatoria relativa al Trattamento di Fine Rapporto (TFR) rappresenta un momento cruciale nel rapporto di lavoro subordinato, poiché è il documento con cui il lavoratore dichiara di aver ricevuto, in modo integrale e definitivo, quanto gli spetta a titolo di TFR al termine del rapporto o, in talune situazioni, sotto forma di anticipo parziale. Tale dichiarazione ha l’effetto di liberare il datore di lavoro dall’obbligo di ulteriori pagamenti connessi a questa specifica prestazione, salvo i casi in cui emergano diritti non presi in considerazione o vizi nella redazione dell’atto. La disciplina del TFR affonda le radici nel combinato disposto dell’art. 2120 del Codice Civile e delle norme successive introdotte per tutelare il lavoratore, garantendogli una sorta di “salario differito” che si accumula durante il corso del rapporto. A partire dal 1° gennaio 2007, inoltre, la legge ha introdotto la facoltà, per i dipendenti del settore privato, di destinare il TFR maturando ai fondi pensione integrativi, dando così una configurazione previdenziale a un istituto in origine concepito come liquidazione di fine rapporto.
La prassi della quietanza liberatoria si riconduce alla necessità di formalizzare, all’atto della corresponsione, il riconoscimento reciproco di aver adempiuto o ricevuto l’importo spettante. Il documento in questione assume particolare rilevanza sia all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, quando il lavoratore riceve l’intero TFR maturato, sia in occasione di eventuali anticipazioni. Quest’ultime sono regolate, in particolare, dalla legge 29 maggio 1982, n. 297, che ne fissa i limiti e le condizioni: l’art. 1 stabilisce che il prestatore di lavoro con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore può richiedere, in costanza di rapporto, un’anticipazione non superiore al settanta per cento di quanto gli spetterebbe se il rapporto cessasse alla data della domanda. Il legislatore ha inteso introdurre questa facoltà a beneficio di chi, pur essendo legato da un contratto di lavoro stabile, necessita di somme da destinare a scopi specifici come spese mediche, acquisto o ristrutturazione della prima casa, o altre esigenze particolarmente rilevanti.
La legge, tuttavia, pone vincoli stringenti sia per il datore sia per il lavoratore, poiché le richieste di anticipazione vengono soddisfatte annualmente entro i limiti del dieci per cento di coloro che possono farne richiesta (vale a dire i lavoratori con almeno otto anni di anzianità), nonché del quattro per cento del numero complessivo dei dipendenti. Questo doppio limite mira a salvaguardare la sostenibilità economico-finanziaria dell’azienda, evitando che anticipazioni massicce possano pregiudicare il regolare funzionamento del datore di lavoro. L’anticipazione, a ogni modo, costituisce un diritto soggettivo del lavoratore, anche se concretamente modulato entro le percentuali menzionate, con l’effetto che la mancata concessione, fuori da tali parametri, potrebbe dar luogo a controversie. Il lavoratore può esercitare questo diritto una sola volta nel corso dell’intero rapporto, e la somma erogata in via anticipata viene detratta dall’ammontare complessivo del TFR che si liquiderà al termine del rapporto, perdendo ogni funzione di “extra” rispetto al montante maturato.
Nel momento in cui il lavoratore riceve la somma anticipata, risulta di grande importanza la quietanza liberatoria. Sebbene, in senso stretto, si tratti di un documento che verrà tipicamente sottoscritto alla fine del rapporto, nella pratica molte aziende e dipendenti procedono alla redazione di una quietanza anche in occasione dell’anticipo, specificando che la parte di TFR erogata a titolo di anticipazione è decurtata dal montante complessivo. Questa quietanza dovrebbe essere redatta con particolare attenzione, indicando in modo chiaro e univoco l’importo corrisposto, le ragioni dell’erogazione (anticipo di TFR) e la data alla quale si riferisce il conteggio. Tale cautela riduce il rischio di future controversie, poiché il lavoratore dichiara di aver effettivamente ricevuto una certa somma che andrà poi a influire sull’importo finale di cui potrà beneficiare al termine del rapporto.
All’atto della cessazione definitiva del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere il residuo TFR, che viene calcolato sulla base di quanto accantonato anno per anno, tenendo conto di rivalutazioni e di eventuali quote destinate a forme di previdenza integrativa, se previste. In questo momento, la quietanza liberatoria assume la sua veste più classica: viene predisposto un documento dove si specificano, da un lato, gli estremi del rapporto di lavoro e il periodo di durata, nonché l’ammontare complessivo del TFR maturato; dall’altro, si riportano le eventuali anticipazioni percepite, le ritenute fiscali applicate e l’importo netto effettivamente liquidato. Il lavoratore, firmando la quietanza, conferma di avere ricevuto la somma in questione e, di norma, dichiara di non avere ulteriori pretese concernenti il TFR. La sottoscrizione funge dunque da conferma scritta della piena e conclusiva soddisfazione del diritto al trattamento di fine rapporto, con la conseguente liberazione del datore di lavoro da qualunque obbligo ulteriore, salvo eccezioni legate a possibili errori di calcolo, discriminazioni o vizi del consenso.
Tale liberazione non è tuttavia assoluta. La giurisprudenza riconosce che, in presenza di vizi della volontà (ad esempio, se il lavoratore abbia firmato la quietanza sotto minaccia di non ricevere alcun pagamento, oppure se il calcolo del TFR sia palesemente erroneo o inferiore a quanto dovuto per legge), la quietanza liberatoria può essere impugnata. Con ciò non si vuole indebolire la certezza dei rapporti giuridici, ma al contrario si intende preservare la genuinità e l’equilibrio contrattuale tra le parti. Dunque, in casi eccezionali, la sottoscrizione della quietanza non preclude al lavoratore la possibilità di avanzare pretese integrative qualora, per ragioni fondate, ritenga di avere diritto a una liquidazione maggiore o contesti profili di legittimità nell’accordo sottoscritto.
Da un punto di vista fiscale, il TFR e le relative anticipazioni sono soggetti a una tassazione separata rispetto al reddito ordinario da lavoro, con aliquote calcolate in base al sistema e alle regole vigenti alla data di erogazione. La complessità delle norme fiscali in materia rende spesso opportuno il ricorso a consulenze contabili o fiscali, sia per l’azienda che per il lavoratore, al fine di comprendere con precisione l’ammontare delle ritenute e le eventuali modalità di rateazione, agevolazioni o riduzioni contributive. La quietanza liberatoria deve quindi riportare, con la maggior chiarezza possibile, gli importi lordi, le trattenute e il valore finale liquidato al lavoratore, in modo che l’atto fornisca un quadro trasparente di tutte le voci interessate.
La legge 297 del 1982, dunque, si intreccia armoniosamente con le altre disposizioni di diritto del lavoro e con la prassi contrattuale, garantendo al lavoratore un diritto effettivo di accedere, in determinati limiti, a una parte del proprio TFR durante il rapporto di lavoro, e protegge al contempo il datore da richieste massive e disordinate che potrebbero mettere in difficoltà l’azienda. La quietanza, da parte sua, si afferma come strumento chiave per formalizzare l’intervenuta erogazione e per circoscrivere gli obblighi reciproci. Il lavoratore non deve sottovalutare la portata della propria firma, e ha il diritto di chiedere spiegazioni, rilievi e controlli in merito alla correttezza dei calcoli. Il datore di lavoro, dal canto suo, è tenuto a mantenere un comportamento trasparente, coerente con le norme e con le clausole contrattuali, onde evitare successive contestazioni che, in un’eventuale sede giudiziaria, potrebbero ripercuotersi negativamente.
Ne consegue che la quietanza liberatoria TFR, se redatta in modo corretto e nel rispetto delle tutele e delle informazioni dovute al lavoratore, favorisce la conclusione serena dei rapporti di lavoro e la corrispondente certezza di aver adempiuto a ogni obbligo retributivo. Non è meramente un atto formale, ma uno strumento di protezione per entrambe le parti, che certifica l’avvenuto pagamento e la cessazione di ulteriori rivendicazioni sui medesimi importi. È pertanto importante che l’azienda, in accordo con il lavoratore, specifichi con cura ogni aspetto dell’importo erogato, incluse eventuali anticipazioni pregresse, la quota di TFR residua e l’aliquota fiscale applicata. Solo così la quietanza sarà davvero liberatoria e trasparente, in linea con lo spirito e la lettera delle norme in vigore.
Esempio di Quietanza Liberatoria TFR
Di seguito è possibile trovare un esempio di quietanza liberatoria TFR.
Oggetto: quietanza per anticipo del TFR
lo sottoscritto ….. dichiaro di ricevere dalla ditta ….. l’importo di € ….. a titolo di anticipazione sul trattamento di fine rapporto ai sensi dell’art. 1 della legge 29.5.82, n. 297.
Prendo atto che sul predetto importo lordo codesta ditta, quale sostituto d’imposta, ha applicato la ritenuta IRPEF di € ….. secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni fiscali e che tale trattamento sarà oggetto di conguaglio in caso di liquidazione del T.F.R. a seguito della risoluzione dei rapporto di lavoro.
Nel ricevere l’importo di € ….. rilascio quietanza liberatoria e riconosco che il predetto importo lordo verrà detratto, a tutti gli effetti, dalle sue spettanze di fine rapporto e non sarà soggetto alla prevista rivalutazione di legge.
Distinti saluti.
Modello Quietanza Liberatoria TFR Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello quietanza liberatoria TFR da scaricare. Il modulo quietanza liberatoria TFR compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile quietanza liberatoria TFR può essere convertito in PDF o stampato.
Fac Simile Quietanza Liberatoria TFR PDF Editabile
Di seguito viene messo a disposizione un modulo quietanza liberatoria TFR PDF editabile.