In questa pagina è possibile trovare un modello TFR2 PDF da scaricare e compilare.
Indice
Come Compilare il Modello TFR2
Il modulo TFR2 è il documento ufficiale che ogni lavoratore dipendente del settore privato deve compilare e consegnare al proprio datore di lavoro per dichiarare dove intende destinare il trattamento di fine rapporto che maturerà durante il rapporto di lavoro. Il modulo serve per dichiarare all’azienda, all’atto dell’assunzione come lavoratore dipendente, se la persona intende percepire il trattamento di fine rapporto che matura mensilmente alla fine del rapporto di lavoro, ovvero voler versare tutto o parte di questo TFR a un fondo di previdenza complementare. La versione attualmente in vigore è stata approvata con il Decreto del Ministero del Lavoro del 22 marzo 2018 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 aprile 2018, ed è l’unica versione valida che il lavoratore deve utilizzare.
Per capire correttamente quando e come compilare il modulo è indispensabile conoscere il meccanismo del silenzio assenso introdotto dal D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, che regola l’intera materia della previdenza complementare. In caso di mancata compilazione e consegna del presente modulo entro sei mesi dalla data di assunzione, il trattamento di fine rapporto che matura dal mese successivo alla scadenza di tale termine verrà destinato integralmente alla forma pensionistica complementare individuata ai sensi dell’articolo 8, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 252/2005. In termini pratici questo significa che il silenzio del lavoratore, la sua inazione, viene interpretata dalla legge come una scelta implicita a favore della previdenza complementare: il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione di categoria previsto dal contratto collettivo applicato dall’azienda, oppure, in assenza di tale fondo, nel fondo residuale istituito presso l’INPS. Per evitare questa destinazione automatica, il lavoratore deve compilare e consegnare il modulo TFR2 entro i sei mesi dall’assunzione, esprimendo esplicitamente la propria volontà.
Il modulo è strutturato in sezioni distinte a seconda dell’anzianità contributiva del lavoratore, e occorre compilare soltanto la sezione corrispondente alla propria situazione. Se alla data del 28 aprile 1993 il lavoratore non aveva maturato contributi presso l’INPS o ad altra forma di previdenza obbligatoria, quindi se non aveva mai lavorato come dipendente, è necessario compilare la sezione 1; se invece aveva già maturato contributi prima di tale data è necessario compilare la sezione 2. Questa distinzione ha rilievo pratico perché le opzioni disponibili e le percentuali minime di TFR destinabili alla previdenza complementare variano a seconda dell’anzianità contributiva del lavoratore al 29 aprile 1993, data spartiacque scelta dal legislatore.
All’interno di ciascuna sezione il lavoratore deve scegliere tra le opzioni disponibili barrando la casella corrispondente. La prima possibilità è mantenere il TFR in azienda, rinunciando alla previdenza complementare: in questo caso il trattamento di fine rapporto continua ad essere regolato dall’art. 2120 del Codice Civile e sarà liquidato al termine del rapporto di lavoro secondo le regole ordinarie. Questa scelta, però, non è sempre definitiva nel senso che il lavoratore che in un primo momento ha mantenuto il TFR in azienda può successivamente decidere di destinarlo a un fondo pensione compilando nuovamente il modulo TFR2 e comunicando la variazione al datore di lavoro. La prima cosa da fare, in questo caso, è assicurarsi di avere un fondo pensione; a questo punto il modulo TFR2 andrà ricompilato e riconsegnato, comunicando al datore di lavoro la nuova decisione e allegando la modulistica di adesione al fondo pensione.
La seconda possibilità è destinare integralmente il TFR a una forma pensionistica complementare di propria scelta, indicando il nome del fondo e la data di adesione allo stesso. Se si aderisce a un fondo pensione e si desidera conferire tutto il TFR maturando, occorre allegare al modulo TFR2 una copia del modulo di adesione al fondo prescelto. La terza possibilità, prevista soltanto per i lavoratori ai quali si applicano contratti collettivi che prevedano il conferimento parziale del TFR, è destinare al fondo pensione soltanto la percentuale minima stabilita dal contratto collettivo, mantenendo la parte residua come TFR tradizionale.
Una variabile importante riguarda la dimensione aziendale. Per i lavoratori occupati presso datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze almeno 50 addetti, il TFR viene versato al Fondo istituito presso la Tesoreria dello Stato e gestito dall’INPS, che assicura le stesse prestazioni previste dall’articolo 2120 del Codice Civile. Questo significa che nelle aziende con almeno cinquanta dipendenti il TFR mantenuto in azienda non viene in realtà tenuto dall’impresa ma versato mensilmente al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS, con la conseguenza che il lavoratore dovrà comunque fare riferimento all’azienda per ogni richiesta di anticipazione o liquidazione, mentre è l’INPS a gestire materialmente le somme.
La scelta della destinazione del TFR produce effetti fiscali rilevanti che il lavoratore dovrebbe valutare attentamente prima di compilare il modulo. La tassazione applicata al TFR lasciato in azienda varia da un minimo del 23% a un massimo del 43%, viene calcolata in base all’aliquota media IRPEF delle ultime cinque retribuzioni ed è dovuta in qualsiasi caso di conclusione del rapporto di lavoro, non necessariamente per pensionamento. Il TFR versato nel fondo pensione, invece, verrà tassato con un’aliquota agevolata che va da un minimo del 9% a un massimo del 15%, calcolata solo in base al tempo di permanenza nel fondo. Questo significa che i lavoratori che aderiscono alla previdenza complementare e vi rimangono per un lungo periodo beneficiano di una tassazione significativamente inferiore rispetto a chi mantiene il TFR in azienda.
Per quanto riguarda la compilazione pratica del modulo, è necessario indicare con chiarezza le proprie generalità, barrare con una X la sola casella corrispondente alla scelta effettuata, indicare la data della dichiarazione e apporvi la propria firma. Nel caso in cui si scelga di destinare il TFR a un fondo pensione occorre scrivere per esteso il nome completo del fondo e la data in cui si è stipulato il contratto di adesione, allegando obbligatoriamente copia di tale contratto. Il documento così compilato va consegnato al datore di lavoro che ne tratterrà una copia e ne rilascerà ricevuta al lavoratore. È sempre opportuno conservare una copia del modulo firmato e della ricevuta di consegna, poiché il documento ha valore dichiarativo e può essere rilevante in caso di contestazioni future sulla destinazione del TFR. Per i lavoratori già assunti prima del 2007 che intendono ora variare la propria scelta, è necessario invece il modulo TFR1, che disciplina la destinazione del TFR maturato nei rapporti di lavoro in corso alla data del 31 dicembre 2006.
Modulo TFR2 PDF Editabile
Di seguito viene messo a disposizione un modulo TFR2 PDF editabile.
