In questa pagina è possibile trovare un fac simile ricevuta per acconto di denaro Word e PDF da scaricare e compilare.
Indice
Ricevuta per Acconto di Denaro
Quando si effettua un pagamento parziale prima della conclusione di un contratto o della consegna di un bene o di un servizio, è prassi comune che la parte che riceve il denaro rilasci una ricevuta di acconto. Si tratta di un documento apparentemente semplice, ma che nasconde implicazioni giuridiche e fiscali tutt’altro che banali. Comprendere il suo corretto utilizzo significa tutelare i propri interessi, evitare contestazioni future e non incorrere in errori che potrebbero avere conseguenze economiche rilevanti.
Il primo elemento da chiarire è la natura giuridica dell’acconto. Nel linguaggio comune, il termine viene spesso usato come sinonimo di caparra, ma si tratta di due istituti profondamente diversi. L’acconto è un anticipo parziale del corrispettivo totale dovuto in base a un contratto già concluso o in via di conclusione: rappresenta, in sostanza, una parte del prezzo che viene corrisposta prima del termine pattuito, con l’intesa che verrà integrata con i pagamenti successivi. L’acconto sul prezzo consiste nel pagamento parziale del corrispettivo dovuto in base al contratto, effettuato anticipatamente rispetto al termine pattuito, e non assume valenza risarcitoria: in caso di mancato perfezionamento del contratto, l’acconto deve essere restituito, salvo poi richiedere il risarcimento dell’eventuale danno subito per il mancato adempimento.
La caparra confirmatoria, invece, è disciplinata dall’art. 1385 del Codice Civile ed ha una funzione di garanzia: se la parte che l’ha versata è inadempiente, l’altra può trattenerla; se è inadempiente chi l’ha ricevuta, dovrà restituire il doppio. Quando le parti non specificano se la dazione di una somma avviene a titolo di acconto sul prezzo o a titolo di caparra, la giurisprudenza ritiene che la stessa debba considerarsi effettuata a titolo di acconto. Questa distinzione è fondamentale, se una ricevuta non indica chiaramente la causale del versamento, in caso di controversia il giudice la interpreterà quasi certamente come acconto, con tutte le conseguenze che ne derivano.
La ricevuta di acconto ha valore di prova documentale dell’avvenuto pagamento parziale. Non esiste un formato unico e obbligatorio per la ricevuta di pagamento, che però deve essere chiara, leggibile e contenere tutti gli elementi essenziali; può essere redatta in forma digitale, come documento PDF o ricevuta elettronica inviata via e-mail, oppure in forma manoscritta, purché leggibile e firmata dal beneficiario. Gli elementi indispensabili sono: i dati identificativi completi di chi rilascia la ricevuta e di chi effettua il versamento, la data, l’importo in cifre e in lettere, la causale con riferimento al contratto o all’oggetto del pagamento, la specifica indicazione che si tratta di un acconto e non di un saldo, e la firma autografa di chi riceve il denaro. Omettere la causale o non specificare che si tratta di acconto può generare ambiguità pericolose: una ricevuta senza causale è legalmente applicabile al debito più antico tra quelli esistenti tra le stesse parti, come stabilisce l’art. 1193 del Codice Civile.
Dal punto di vista fiscale, la situazione dipende molto dalla natura delle parti coinvolte. Quando l’acconto viene corrisposto a un soggetto titolare di partita IVA nell’ambito di un’attività commerciale o professionale, il pagamento anticipato di un corrispettivo, anche parziale, determina l’effettuazione dell’operazione ai fini IVA al momento del pagamento, ai sensi dell’art. 6, commi 3 e 4, del DPR 633/1972; ne consegue che il soggetto che riceve l’acconto ha l’obbligo di emettere fattura elettronica per la parte di corrispettivo incassata. In questo caso non si usa una semplice ricevuta, ma una vera e propria fattura di acconto, soggetta a tutte le regole della fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio. Per i soggetti in regime forfettario, l’obbligo di fatturazione elettronica è in vigore, con le specifiche modalità previste dalla normativa attualmente applicabile.
Quando invece il versamento dell’acconto avviene tra privati, per esempio nel caso di un preliminare di compravendita, di una commissione artigianale o di una prestazione non abituale, il documento da rilasciare è una ricevuta non fiscale. Secondo l’art. 1199 del Codice Civile, l’obbligo di applicare la marca da bollo da 2 euro grava sul soggetto che emette il documento, cioè su chi lo forma, consegna o spedisce. Informazione Fiscale La marca da bollo è obbligatoria sulle ricevute non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro, in applicazione del DPR 642/1972. Per importi pari o inferiori a tale soglia, il bollo non è dovuto. Il mancato assolvimento dell’imposta espone entrambe le parti a sanzioni amministrative, poiché il debitore è considerato obbligato in solido con chi ha emesso il documento.
Un aspetto spesso trascurato riguarda la modalità con cui viene effettuato il versamento dell’acconto. Pagare in contanti, pur essendo lecito entro i limiti previsti dalla normativa antiriciclaggio non lascia traccia documentale autonoma: la ricevuta diventa quindi l’unica prova del pagamento. Al contrario, un versamento tramite bonifico bancario o assegno genera una tracciabilità indipendente, che si aggiunge alla ricevuta e rafforza notevolmente la posizione di chi ha effettuato il pagamento in caso di contestazioni. Per importi significativi, la modalità tracciabile è quindi fortemente raccomandata, anche quando la legge non la impone espressamente.
Dal punto di vista pratico, chi versa un acconto deve sempre pretendere il rilascio di una ricevuta scritta prima o contestualmente al pagamento, mai dopo. Chi riceve l’acconto, d’altra parte, ha tutto l’interesse a redigere un documento preciso e inequivocabile, che indichi chiaramente l’oggetto del contratto, l’importo totale concordato, la parte già corrisposta e quella ancora dovuta, nonché la data prevista per il saldo. Una ricevuta ben redatta protegge entrambe le parti: chi ha pagato dispone della prova dell’anticipo versato, e chi ha ricevuto può documentare la propria pretesa residua sul corrispettivo totale.
Esempio Ricevuta per Acconto di Denaro
Di seguito è possibile trovare un esempio di ricevuta per acconto di denaro.
Il sottoscritto …… residente in …… via ……, C.F. ….
DICHIARA CON LA PRESENTE RICEVUTA DI PAGAMENTO
di aver ricevuto in data ____________
Da …… residente in …… via ……, C.F. ….
l’importo di euro ____________
in contanti a pagamento di quanto dovuto e risultante dalla scrittura privata sottoscritta dalle parti in data _________
Pertanto rilascia la più ampia quietanza.
________ li _________
Modello Ricevuta per Acconto di Denaro Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello ricevuta per acconto di denaro da scaricare. Il modulo ricevuta per acconto di denaro compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile ricevuta per acconto di denaro può essere convertito in PDF o stampato.
Fac Simile Ricevuta per Acconto di Denaro PDF
Di seguito viene messo a disposizione un fac simile ricevuta per acconto di denaro PDF editabile.
