In questa pagina è possibile trovare un fac simile verbale rinuncia compenso amministratore Srl da scaricare e compilare.
Indice
Verbale Rinuncia Compenso Amministratore Srl
Quando si parla di “rinuncia al compenso dell’amministratore di S.r.l.” si fa riferimento, nella sostanza, a una scelta con cui l’amministratore (persona fisica o società) decide di non incassare, in tutto o in parte, il compenso che gli spetterebbe per l’incarico gestorio. La questione non è solo “economica”: ha risvolti civilistici, societari, contabili e fiscali che cambiano in modo rilevante a seconda di due variabili decisive, cioè se la rinuncia interviene prima che il compenso maturi oppure su un compenso già maturato (quindi su un vero e proprio credito), e se l’amministratore che rinuncia è anche socio della società oppure è un amministratore “esterno”.
Sul piano societario, la cornice di partenza è che la gestione dell’impresa sociale spetta agli amministratori e la loro nomina avviene di regola tramite decisione dei soci (salvo diverse previsioni dell’atto costitutivo). In questo contesto, il “compenso” dell’amministratore non può essere trattato come una variabile lasciata alla sola discrezionalità di chi amministra, perché tocca un tipico terreno di potenziale conflitto d’interessi: chi gestisce non dovrebbe poter determinare da sé la propria remunerazione senza un titolo societario chiaro. La disciplina codicistica sul compenso degli amministratori è espressamente formulata per le S.p.A., stabilendo che i compensi spettanti agli amministratori sono fissati nell’atto costitutivo o dall’assemblea; e, anche quando non si è in una S.p.A., questa regola viene normalmente assunta come criterio guida di correttezza organizzativa e di tutela dei soci (specie di minoranza) nel presidio della governance economica. Ne discende un primo principio pratico: se l’obiettivo è “non pagare” (o ridurre) il compenso, spesso la strada più pulita non è “rinunciare” a posteriori, ma far deliberare per tempo un compenso pari a zero o un compenso ridotto per il futuro, così da evitare che si formi un credito dell’amministratore e, con esso, una serie di effetti civilistici e fiscali più complessi.
La rinuncia vera e propria diventa invece centrale quando il compenso è già maturato o già deliberato e iscritto come debito della società: qui siamo nel campo della rinuncia a un credito, che, dal punto di vista civilistico, si ricostruisce molto spesso come remissione del debito. La norma cardine è l’art. 1236 c.c.: la dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l’obbligazione quando è comunicata al debitore, salvo che quest’ultimo dichiari in un congruo termine di non volerne profittare. Tradotto in chiave societaria, l’amministratore-creditore può formalizzare una dichiarazione scritta di rinuncia al compenso (totale o parziale) e comunicarla alla società; la società, a sua volta, ha interesse a “prenderne atto” con un passaggio formale, soprattutto quando l’amministratore è ancora in carica, perché così rende tracciabile l’operazione, la aggancia alla contabilità e riduce il rischio che la rinuncia venga contestata in futuro come equivoca, condizionata o non correttamente imputata. Da qui soorge una distinzione operativa che, in pratica, fa tutta la differenza. Se la rinuncia interviene su un compenso non ancora sorto come credito (ad esempio, perché non ancora deliberato, o deliberato ma con effetti futuri, o perché si decide di modificare per il prosieguo il regime dei compensi), allora l’attenzione si concentra soprattutto sulla correttezza del titolo societario e della verbalizzazione: i soci deliberano la misura del compenso per l’annualità o per il periodo di incarico, specificando che non è dovuto nulla (o che è dovuto un importo ridotto) per il futuro. Se, invece, la rinuncia riguarda un compenso già maturato e già configurato come credito, allora la dichiarazione di remissione deve essere puntuale quanto a importo, periodo, causale e natura del credito rinunciato; e diventa essenziale governare in modo consapevole gli effetti fiscali e contabili, perché la rinuncia produce un beneficio economico per la società e può produrre, in certe ipotesi, effetti impositivi sia in capo alla società sia in capo al rinunciante.
Sul piano contabile, quando chi rinuncia è un socio (e la rinuncia ha natura di rafforzamento patrimoniale), la prassi contabile italiana tende a qualificare l’operazione come apporto di patrimonio: l’OIC 28 afferma che la rinuncia del socio al credito, se dalle evidenze risulta che la natura dell’operazione è la patrimonializzazione della società, è trattata contabilmente come apporto di patrimonio e trasforma la posta di debito in una voce di patrimonio netto (tipicamente una riserva di capitale). Questo punto è molto rilevante se l’amministratore che rinuncia è anche socio, perché orienta sia la rappresentazione in bilancio sia il racconto “giuridico” dell’operazione: non è una semplice “mancata spesa”, ma una scelta con cui il socio-amministratore decide di lasciare risorse dentro la società. Il profilo fiscale è quello più delicato e, oggi, non si può trattare correttamente senza richiamare l’art. 88, comma 4-bis, del TUIR, introdotto per disciplinare le rinunce dei soci ai crediti verso la partecipata. La norma stabilisce che la rinuncia dei soci ai crediti si considera sopravvenienza attiva per la parte che eccede il relativo valore fiscale; inoltre prevede un meccanismo procedurale cruciale: il socio deve comunicare alla partecipata, con dichiarazione sostitutiva, il valore fiscale del credito e, in assenza di tale comunicazione, il valore fiscale del credito è assunto pari a zero. (Nella pratica questo significa che, se un amministratore-socio rinuncia al proprio compenso (o a un TFM, o ad altri crediti) e non “certifica” correttamente il valore fiscale del credito, la società rischia di dover tassare come sopravvenienza attiva anche ciò che, altrimenti, potrebbe essere trattato come apporto nei limiti del valore fiscale. La stessa Agenzia delle Entrate, in documenti recenti, ribadisce che per le rinunce dei soci ai crediti il riferimento è proprio l’art. 88, comma 4-bis, e che la corretta determinazione richiede attenzione al valore fiscale del credito. Se, invece, l’amministratore che rinuncia non è socio, la rinuncia non rientra nel perimetro del comma 4-bis (che è costruito sulla qualifica soggettiva di socio) e si torna alla disciplina generale delle sopravvenienze attive per la società debitrice. Un’indicazione molto chiara, anche se resa in tema di TFM, è contenuta nella risoluzione 124/E del 13 ottobre 2017, che distingue espressamente l’ipotesi dell’amministratore non socio, per cui la rinuncia genera una sopravvenienza attiva tassabile in capo alla società (nei limiti e alle condizioni illustrate nel documento).
Infine, va chiarito un equivoco frequente: rinunciare al compenso dell’amministratore non significa automaticamente “rinunciare a tutto”. Se l’amministratore ha anche un rapporto diverso con la società (ad esempio un contratto di lavoro subordinato o di consulenza), la rinuncia deve essere limitata e descritta con cura per evitare commistioni; inoltre la rinuncia non dovrebbe mai diventare un modo per eludere obblighi di corretta rappresentazione contabile o di regolare determinazione dei compensi, perché la gestione della remunerazione dell’organo amministrativo è un punto tipico di attenzione sia nella governance societaria sia nelle verifiche fiscali, come dimostra l’ampia prassi sull’argomento.
Esempio di Verbale Rinuncia Compenso Amministratore Srl
Di seguito è possibile trovare un esempio di verbale rinuncia compenso amministratore Srl.
__________________________ S.R.L.
Sede legale: __________________________ – C.F./P.IVA __________________________
Capitale sociale: € __________________________ i.v.
Iscritta al Registro Imprese di __________________________ n. __________________________
VERBALE DI ASSEMBLEA/DECISIONE DEI SOCI
(ai sensi dell’art. 2479 c.c. e dello statuto sociale)
In data __________________________, alle ore __________________________, presso , si è riunita l’assemblea dei soci / si procede all’adozione della decisione dei soci di ______________ S.r.l. per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
- Rinuncia al compenso da parte dell’Amministratore __________________________ e conseguenti determinazioni.
Assume la presidenza il/la Sig./Sig.ra __________________________, nato/a a __________________________ il __________________________, C.F. __________________________, in qualità di __________________________ (es. socio / amministratore / soggetto designato dallo statuto).
Il/La Presidente chiama a fungere da segretario il/la Sig./Sig.ra __________________________, C.F. __________________________, che accetta.
Sono presenti/rappresentati i seguenti soci:
- Socio __________________________, titolare di quota pari al ________% del capitale sociale, rappresentante € __________________________;
- Socio __________________________, titolare di quota pari al ________% del capitale sociale, rappresentante € __________________________;
- Socio __________________________, titolare di quota pari al ________% del capitale sociale, rappresentante € __________________________.
Il capitale presente/rappresentato è pari al ________% del capitale sociale.
Il/La Presidente dichiara l’assemblea validamente costituita e idonea a deliberare.
Il/La Presidente espone che:
a) con delibera/decisione dei soci del __________________________ (verbale n. __________________________), è stato nominato Amministratore / Consiglio di Amministrazione il Sig./Sig.ra __________________________ (C.F. __________________________), con durata in carica fino al __________________________;
b) con la medesima delibera/decisione (ovvero con successiva delibera del __________________________) è stato determinato il compenso dell’Amministratore in € __________________________ (oltre IVA e oneri se dovuti) per il periodo __________________________;
c) in data __________________________ l’Amministratore ha trasmesso alla Società una dichiarazione di rinuncia al compenso (totale/parziale) relativa a __________________________, che si allega al presente verbale sotto la lettera “A”.
Il/La Presidente dà lettura integrale della dichiarazione e apre la discussione.
Dopo ampia discussione, l’assemblea / i soci
DELIBERANO
- Presa d’atto della rinuncia
di prendere atto della dichiarazione dell’Amministratore Sig./Sig.ra __________________________, che rinuncia al compenso come segue (barrare la casella pertinente):
☐ Rinuncia a compensi già maturati: rinuncia al credito per compensi maturati nel periodo __________________________, per un importo pari a € __________________________ (oltre IVA e oneri se dovuti), derivante da __________________________ (titolo: delibera/contratto/lettera incarico).
La Società prende atto che, ai sensi dell’art. 1236 c.c., la rinuncia è efficace dalla data di ricezione della dichiarazione e dichiara di volerne profittare.
☐ Rinuncia per il futuro: a decorrere dal __________________________ e fino al __________________________ (o fino a revoca), l’Amministratore rinuncia al diritto al compenso e pertanto il compenso per detto periodo è determinato in € 0,00 (zero/00), ferma restando la gratuità dell’incarico nei limiti e alle condizioni di cui al presente verbale.
☐ Rinuncia parziale: rinuncia al compenso limitatamente a € __________________________ (oltre IVA e oneri se dovuti) relativo a __________________________, restando dovuto il residuo pari a € __________________________ alle condizioni già deliberate.
- Imputazione e trattazione contabile
di dare mandato all’organo amministrativo / ufficio contabilità / consulente della Società di procedere alle conseguenti registrazioni contabili e alla rappresentazione in bilancio della rinuncia, secondo la natura dell’operazione e la normativa contabile applicabile, con particolare riguardo a:
- estinzione del debito verso l’Amministratore per l’importo rinunciato;
- eventuale rilevazione a patrimonio netto (riserva / versamento in conto capitale) qualora la rinuncia sia qualificabile come apporto, se l’Amministratore è anche socio e ne ricorrono i presupposti;
- eventuale rilevazione di componenti reddituali, ove applicabili, in base alla disciplina fiscale pertinente.
- Dichiarazione del valore fiscale del credito (clausola opzionale – se Amministratore anche socio e rinuncia a credito già sorto)
☐ di prendere atto che l’Amministratore (in qualità di socio) ha rilasciato dichiarazione sostitutiva attestante il valore fiscale del credito oggetto di rinuncia, allegata sub “B”, pari a € __________________________;
☐ in alternativa, di richiedere all’Amministratore-socio la suddetta dichiarazione entro __________________________, ai fini della corretta gestione fiscale della rinuncia. - Rinuncia senza novazione e riserve
di dare atto che la rinuncia riguarda esclusivamente il compenso come sopra indicato e non incide su altri eventuali rapporti o crediti tra Amministratore e Società (es. rimborsi spese documentati, eventuali rapporti di lavoro/consulenza separati), che restano disciplinati da __________________________. - Decorrenza ed efficacia
di stabilire che la presente delibera produce effetti dalla data __________________________ e di autorizzare il/la Presidente / l’organo amministrativo a sottoscrivere ogni documento conseguente e a compiere le comunicazioni necessarie.
Null’altro essendovi da deliberare, la seduta viene sciolta alle ore __________________________.
Letto, confermato e sottoscritto.
Luogo __________________________, data __________________________
Il Presidente __________________________
Il Segretario __________________________
Soci (eventuale sottoscrizione): ___________________
ALLEGATI
Allegato A: Dichiarazione di rinuncia al compenso dell’Amministratore del __________________________
Allegato B (opzionale): Dichiarazione del valore fiscale del credito del socio-amministratore del __________________________
Allegato C (opzionale): Delibera di determinazione compenso del __________________________
Fac Simile Verbale Rinuncia Compenso Amministratore Srl Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello verbale rinuncia compenso amministratore Srl da scaricare. Il modulo verbale rinuncia compenso amministratore Srl compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile verbale rinuncia compenso amministratore Srl può essere convertito in PDF o stampato.
