In questa pagina è possibile trovare un modello CUPE PDF da scaricare e compilare.
Indice
Come Compilare il Modello CUPE
Il modello CUPE, acronimo di Certificazione degli Utili e dei Proventi Equiparati, è lo strumento ufficiale con cui i soggetti IRES che hanno corrisposto dividendi o proventi assimilati ai redditi da capitale attestano gli importi erogati ai singoli percipienti nel corso dell’anno di imposta precedente. Si tratta di un adempimento obbligatorio previsto dall’articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, che riveste un’importanza centrale sia per chi eroga le somme che per chi le riceve, il primo utilizzerà i dati della certificazione per compilare il quadro SK del modello 770, mentre il secondo ne avrà bisogno per indicare correttamente i proventi conseguiti nella propria dichiarazione annuale dei redditi, attraverso il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche.
La certificazione CUPE deve essere rilasciata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui gli utili sono stati materialmente corrisposti. Dunque, per gli utili pagati nel corso del 2025, il termine di consegna è fissato al 16 marzo 2026. È fondamentale tenere presente che si applica il principio di cassa: rileva la data dell’effettivo pagamento, non quella della delibera assembleare di distribuzione. Se, per esempio, una società ha deliberato la distribuzione degli utili nel 2025 ma non ha provveduto al pagamento entro il 31 dicembre dello stesso anno, la certificazione non andrà rilasciata per quell’annualità. A differenza della Certificazione Unica, CU, il modello CUPE non deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate, ma va esclusivamente consegnato al percettore. La consegna può avvenire anche in formato elettronico, purché il destinatario disponga degli strumenti necessari per ricevere e stampare il documento.
Sono tenuti al rilascio della certificazione diversi soggetti. In primo luogo, le società e gli enti emittenti, vale a dire i soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, come le società di capitali e i trust. Vi sono poi le casse incaricate del pagamento degli utili, gli intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli S.p.A., i rappresentanti fiscali in Italia degli intermediari non residenti aderenti al sistema Monte Titoli, le società fiduciarie con riferimento agli effettivi proprietari delle azioni ad esse intestate, le imprese di investimento, gli agenti di cambio e ogni altro sostituto d’imposta che intervenga nella riscossione di utili o proventi equiparati. Anche gli associanti sono tenuti alla certificazione, con riguardo ai proventi corrisposti all’associato nei contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza con apporto di capitale o misto. Esistono tuttavia importanti casi di esclusione. La certificazione non va rilasciata per gli utili e i proventi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva ai sensi degli articoli 27 e 27-ter del D.P.R. 600/1973, né per gli utili e i proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito di gestioni individuali di portafoglio disciplinate dall’articolo 7 del D.Lgs. 461/1997.
Il modello si compone di quattro sezioni. Il riquadro iniziale è riservato ai dati del soggetto che rilascia la certificazione. In questo campo occorre indicare il codice fiscale e gli estremi anagrafici del soggetto certificante, nonché il codice identificativo che ne qualifica il ruolo. La lettera “A” va utilizzata quando la certificazione è rilasciata dalla società o ente emittente che ha corrisposto direttamente gli utili. La lettera “B” si usa nel caso in cui la certificazione sia rilasciata da una cassa incaricata o da un intermediario residente aderente al sistema Monte Titoli. La lettera “C” si riferisce ai soggetti che intervengono nel pagamento di utili di fonte estera. La lettera “D” riguarda i rappresentanti fiscali in Italia di intermediari non residenti. La lettera “E” identifica le società fiduciarie che certificano per conto di un’emittente residente. La lettera “F” si riferisce ai casi di riporto ai sensi della legge 1745/1962. La lettera “G”, infine, si utilizza quando la certificazione è rilasciata da una persona fisica o da una società di persone in relazione a proventi da contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale o misto.
La prima sezione del modello raccoglie i dati relativi al soggetto emittente i titoli, con indicazione del codice fiscale, della denominazione e della sede legale. Questa sezione non va compilata quando nel riquadro iniziale è stata indicata la lettera “A”, poiché in tal caso il soggetto emittente coincide con quello che rilascia la certificazione. La seconda sezione, dedicata all’intermediario non residente, interessa soltanto le ipotesi in cui il soggetto certificante sia un rappresentante fiscale di un intermediario estero e richiede l’indicazione del codice fiscale italiano (se attribuito), della denominazione e del codice dello Stato estero di residenza. La terza sezione è destinata ai dati del percettore degli utili. Nei campi da 13 a 24 vanno riportati il codice fiscale e i dati anagrafici completi del soggetto che ha ricevuto le somme. Per i percettori non residenti occorre indicare la località di residenza estera, l’indirizzo, il codice dello Stato estero di residenza secondo la tabella riportata nelle istruzioni e, qualora non sia stato attribuito un codice fiscale italiano, il codice di identificazione rilasciato dall’autorità fiscale del Paese di residenza. La quarta sezione è il centro della certificazione e contiene i dati relativi agli utili e ai proventi effettivamente corrisposti. Nel campo 25 si indica il numero delle azioni o quote possedute, e in caso di contitolarità il numero complessivo va approssimato al secondo decimale se frazionario. Nel campo 26 si inserisce la percentuale di possesso, quando i titoli siano intestati a più soggetti. Il campo 27 riporta l’ammontare del dividendo unitario, senza troncamenti, e non va compilato per i titoli esteri. I campi successivi, dal 28 al 37, riguardano i dividendi di fonte nazionale e richiedono particolare attenzione nella distinzione tra utili formati in periodi diversi. Il campo 28 è riservato ai dividendi lordi derivanti da utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007, il campo 29 a quelli formati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2016 e il campo 30 a quelli formati dal 1° gennaio 2017 in poi. Questa distinzione è essenziale perché a ciascun periodo corrisponde un diverso regime di tassazione dei dividendi in capo al percettore. I campi da 38 a 43, con esclusione del 39, riguardano invece gli utili di fonte estera certificati da intermediari finanziari che hanno provveduto alla riscossione.
Bisogna ricordare che possono essere considerati utili anche quelli percepiti in occasione della distribuzione di riserve di capitale, quando opera la presunzione prevista dall’articolo 47, comma 1, del TUIR, secondo cui si considerano prioritariamente distribuite le riserve di utili. In questi casi la società emittente ha l’obbligo di comunicare agli azionisti e agli intermediari la natura delle riserve distribuite e il regime fiscale applicabile, riportando tali informazioni nel campo annotazioni del modello. Anche la distribuzione di utili e riserve formatisi durante il regime di trasparenza fiscale di cui agli articoli 115 e 116 del TUIR deve essere certificata, ancorché tali somme non concorrano alla formazione del reddito dei soci.
Modulo CUPE PDF Editabile
Di seguito viene messo a disposizione un modulo CUPE PDF editabile.
