In questa pagina è possibile trovare un fac simile raccolta firme generico Word e PDF editabile da scaricare e compilare.
Indice
Come Organizzare una Raccolta Firme
La raccolta firme è uno degli strumenti di democrazia diretta che la Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini. L’articolo 50 della Carta stabilisce infatti che tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. Attraverso una raccolta firme è possibile promuovere una petizione popolare per sollecitare l’adozione o la cancellazione di un provvedimento, proporre un disegno di legge di iniziativa popolare oppure avviare la richiesta di un referendum abrogativo. Lo stesso diritto può essere esercitato anche a livello locale, poiché il Testo unico degli Enti locali prevede che gli statuti comunali e regionali contemplino forme di consultazione della popolazione e procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte presentate da cittadini singoli o associati.
Per organizzare una raccolta firme in modo conforme alla legge è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali. Il primo consiste nell’informare la Questura competente per territorio, inviando almeno tre giorni prima dell’inizio dell’iniziativa il modulo denominato “Preavviso di pubbliche riunioni”, nel quale vanno indicati il nome dell’associazione o del comitato promotore, i dati di un referente, la data, l’orario e il luogo in cui si intende svolgere la raccolta. Non si tratta di una richiesta di autorizzazione in senso stretto, ma di un obbligo di comunicazione preventiva la cui omissione può comportare sanzioni. Oltre alla Questura, occorre informare anche il Comune, poiché l’allestimento di un banchetto o di un gazebo su suolo pubblico richiede un’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. Nella richiesta al Comune vanno riportate le medesime informazioni già comunicate alla Questura, con l’aggiunta dei metri quadrati che si prevede di occupare. Se lo spazio è inferiore a dieci metri quadrati, generalmente non è dovuta la relativa tassa di occupazione. L’autorizzazione rilasciata dal Comune deve essere tenuta sul luogo della raccolta e mostrata in caso di controlli da parte dei vigili urbani.
Quanto alla predisposizione dei fogli per la raccolta, questi devono indicare chiaramente lo scopo della petizione e riportare i campi necessari alla compilazione da parte dei firmatari, ovvero nome e cognome, luogo e data di nascita, comune di residenza e firma autografa. Per le iniziative che richiedono validità legale formale, come le proposte di legge di iniziativa popolare o le richieste di referendum abrogativo, i fogli devono essere preventivamente vidimati da un’autorità competente, che può essere il segretario comunale, un funzionario delegato dal sindaco oppure la cancelleria del tribunale o della Corte d’Appello. In questi casi le firme devono inoltre essere autenticate da un soggetto abilitato, come un notaio, un cancelliere, un funzionario comunale o un consigliere comunale o provinciale, che ne certifichi l’autenticità al momento della sottoscrizione. Il diritto di firma spetta ai cittadini maggiorenni con diritto di voto, i quali devono presentarsi muniti di un documento d’identità in corso di validità. Per le proposte di legge di iniziativa popolare sono necessarie almeno 50.000 firme validate dalla Corte di Cassazione, mentre per la richiesta di referendum abrogativo ne occorrono 500.000. La semplice petizione, invece, non richiede un numero minimo di sottoscrizioni e può essere presentata anche da un singolo cittadino, sebbene un numero consistente di adesioni conferisca ovviamente maggiore peso politico e sociale all’iniziativa.
Un aspetto che merita attenzione riguarda la raccolta firme online. Le petizioni lanciate attraverso piattaforme digitali come Change.org hanno un valore prevalentemente simbolico e di pressione politica, poiché le firme raccolte in questo modo non hanno validità legale ai fini della presentazione di proposte di legge o richieste di referendum. Affinché una sottoscrizione digitale sia giuridicamente valida è necessario l’utilizzo della firma digitale qualificata o, secondo le procedure più recenti adottate da alcune amministrazioni, dello SPID. Alcuni Comuni hanno attivato portali istituzionali che consentono ai cittadini di creare e firmare petizioni online con valore riconosciuto dall’amministrazione locale, ma si tratta di iniziative isolate e non uniformi sul territorio nazionale.
Una volta completata la raccolta, i fogli contenenti le firme devono essere consegnati agli uffici competenti dell’istituzione destinataria della petizione. Per le proposte di legge di iniziativa popolare, i promotori depositano il progetto e i fogli vidimati presso la Corte di Cassazione, che provvede alla verifica e alla validazione delle sottoscrizioni raccolte prima della trasmissione al Parlamento.
Esempio di Raccolta Firme Generico
Di seguito è possibile trovare un esempio di raccolta firme generico.
In questa parte del documento spiegare i moti per cui viene fatta la raccolta firme.
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COMITATO ________
Sede _________
| Nome e cognome
(stampatello) |
Firma |
Residenza |
Num. di telefono ed eventuale indirizzo email |
Aderendo a questo appello, autorizzo il Comitato ad usare i miei dati per eventuali comunicazioni interne, fermo restando che questi non sono utilizzabili per scopi diversi da quelli del Comitato.
Modello Raccolta Firme Generico Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello raccolta firme generico da scaricare. Il modulo raccolta firme generico compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile raccolta firme generico può essere convertito in PDF o stampato.
Modulo Raccolta Firme Generico PDF
Di seguito viene messo a disposizione un modulo raccolta firme generico PDF editabile.
