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Indice
Diffida per Rimozione Telecamere
La diffida per la rimozione di telecamere è lo strumento con cui un soggetto chiede formalmente a un vicino, a un condomino o a qualsiasi altro privato di eliminare o riposizionare un impianto di videosorveglianza che viola il diritto alla riservatezza. Si tratta di un atto stragiudiziale, ossia di una comunicazione scritta che precede l’eventuale ricorso al giudice e che ha lo scopo di risolvere la controversia in modo bonario, mettendo al contempo il destinatario in una posizione di consapevolezza formale dell’illecito contestato.
Il quadro normativo si fonda su diverse fonti. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR, Regolamento UE 2016/679) stabilisce che qualsiasi trattamento di dati, compresa la ripresa di immagini, deve rispettare i principi di liceità, minimizzazione e trasparenza. A livello nazionale, il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003) integra la disciplina europea. Sul piano penale, l’articolo 615 bis del codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, mediante strumenti di ripresa visiva o sonora, si procuri indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata nei luoghi di domicilio e privata dimora. La Cassazione (sentenza n. 34151/2017) ha chiarito che la videosorveglianza privata è lecita soltanto quando l’angolo di ripresa si limita agli spazi di esclusiva pertinenza del proprietario. Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito in più occasioni che le telecamere installate da privati non devono inquadrare aree comuni, spazi pubblici o proprietà di terzi, salvo che esistano situazioni di pericolo concreto e documentato. In assenza di tali circostanze, una telecamera che riprenda il giardino, il balcone o le finestre dell’abitazione altrui costituisce un trattamento illecito di dati personali. In ambito condominiale, l’installazione sulle parti comuni richiede una delibera assembleare e l’esposizione di cartelli informativi.
La diffida deve essere redatta in forma scritta e inviata al destinatario tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite posta elettronica certificata (PEC), in modo da avere prova certa della ricezione. All’interno del documento è opportuno descrivere con precisione la situazione contestata, indicando la posizione delle telecamere e specificando quali spazi privati o comuni vengono indebitamente ripresi. È consigliabile allegare documentazione fotografica a supporto delle proprie affermazioni. La diffida deve inoltre richiamare le norme violate e fissare un termine ragionevole, solitamente compreso tra sette e quindici giorni, entro il quale il destinatario è invitato a rimuovere le telecamere o a modificarne l’orientamento per eliminare l’intrusione nella sfera privata altrui. Infine, è buona prassi avvertire il destinatario che, in caso di mancata ottemperanza, si procederà a tutelare i propri diritti nelle sedi competenti.
Se la diffida non produce effetto, la persona lesa può intraprendere diverse strade. Sul versante civile, è possibile presentare un ricorso d’urgenza al tribunale ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile per ottenere la rimozione immediata dell’impianto, oppure avviare un’azione possessoria ex articolo 1170 del codice civile per turbativa del possesso. In alternativa o in aggiunta, è possibile presentare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, che ha il potere di disporre misure correttive e di irrogare sanzioni amministrative. Sul piano penale, la persona offesa può sporgere querela per il reato di interferenze illecite nella vita privata previsto dall’articolo 615 bis del codice penale.
È importante ricordare che anche la semplice presenza di telecamere finte o apparentemente non funzionanti, se idonea a creare nel vicino il timore di un controllo costante, può generare un condizionamento della libertà personale con conseguenti profili risarcitori. Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione del diritto alla riservatezza, come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, costituisce un danno conseguenza che deve essere allegato e provato da chi lo invoca.
Esempio di Diffida Rimozione Telecamere
Diffida per rimozione telecamere del vicino che riprendono proprietà privata
Oggetto: Diffida alla rimozione delle telecamere di videosorveglianza installate presso la Sua proprietà
Il/La sottoscritto/a __________________________, nato/a a __________________________ il ___/___/______, residente in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, C.F. ______________________________, con la presente comunica quanto segue.
In data ___/___/______ ho accertato che presso la Sua proprietà sita in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, risulta installato un impianto di videosorveglianza composto da n. _____ telecamere, posizionate in corrispondenza di ______________________________ (indicare la posizione: muro perimetrale, tetto, balcone, recinzione, ecc.).
L’angolo di ripresa di tale/i dispositivo/i non si limita agli spazi di Sua esclusiva pertinenza, ma inquadra in modo continuativo e non autorizzato le seguenti aree di mia proprietà: ______________________________ (indicare le aree riprese: giardino, terrazza, balcone, ingresso, finestre, ecc.). Tale situazione, oltre a causarmi un grave disagio personale, configura una violazione del mio diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali, tutelato dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), dal D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e dall’art. 615 bis del codice penale, che punisce le interferenze illecite nella vita privata con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che l’angolo visuale delle telecamere private deve essere limitato ai soli spazi di esclusiva pertinenza del proprietario, escludendo ogni ripresa di aree comuni o appartenenti a terzi (Provvedimento generale in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010). La Corte di Cassazione ha confermato che la videosorveglianza privata è lecita solo se l’inquadratura non eccede lo stretto necessario (Cass. pen. n. 34151/2017).
Tanto premesso, con la presente formalmente
LA DIFFIDO
a provvedere, entro e non oltre _____ giorni dal ricevimento della presente, alla rimozione delle telecamere sopra indicate ovvero alla modifica del loro orientamento in modo tale da escludere completamente la ripresa di qualsiasi area di mia pertinenza, nonché alla cancellazione di tutte le immagini eventualmente già registrate che mi riguardano.
Le comunico sin d’ora che, in caso di mancato riscontro o di inottemperanza entro il termine sopra indicato, mi riservo di adire l’Autorità Giudiziaria competente, sia in sede civile (ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.) sia in sede penale (querela ex art. 615 bis c.p.), nonché di presentare formale reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, con ogni conseguente richiesta risarcitoria.
In fede,
Firma ______________________________
Allegati: documentazione fotografica attestante la posizione e l’angolo di ripresa delle telecamere.
Diffida per telecamere installate nel pianerottolo condominiale
Oggetto: Diffida alla rimozione delle telecamere installate sul pianerottolo condominiale
Il/La sottoscritto/a __________________________, nato/a a __________________________ il ___/___/______, proprietario/a dell’unità immobiliare sita in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, scala _____, piano _____, interno _____, C.F. ______________________________, espone quanto segue.
In data ___/___/______ ho riscontrato che Lei ha provveduto a installare n. _____ telecamere di videosorveglianza sul pianerottolo del piano _____, scala _____, in corrispondenza di ______________________________ (indicare la posizione: parete adiacente alla porta, soffitto, angolo del pianerottolo, ecc.).
Tale installazione è avvenuta su parti comuni dell’edificio condominiale senza che sia stata adottata alcuna delibera assembleare ai sensi dell’art. 1122-ter del codice civile, né risulta esposta idonea cartellonistica informativa ai sensi dell’art. 13 del GDPR e del Provvedimento generale del Garante per la protezione dei dati personali dell’8 aprile 2010.
Le telecamere in questione riprendono il pianerottolo comune, la porta d’ingresso della mia abitazione e ______________________________ (indicare eventuali altre aree riprese: rampa delle scale, ascensore, porte di altri appartamenti), consentendo di monitorare in modo sistematico le mie abitudini di vita, gli orari di ingresso e uscita e l’identità delle persone che mi fanno visita. Tale condotta configura una grave violazione del mio diritto alla riservatezza ai sensi degli artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679, nonché potenziale integrazione del reato di cui all’art. 615 bis del codice penale, come confermato dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. pen. n. 34151/2017).
Tanto premesso, con la presente formalmente
LA DIFFIDO
a provvedere, entro e non oltre _____ giorni dal ricevimento della presente, alla rimozione integrale delle telecamere installate sulle parti comuni condominiali, ovvero alla loro ricollocazione in modo da inquadrare esclusivamente la porta della Sua abitazione e nessun’altra area comune o privata, previa acquisizione della necessaria delibera assembleare e installazione della prescritta cartellonistica informativa. La diffido altresì a procedere alla cancellazione immediata di tutte le registrazioni eventualmente effettuate.
In difetto di riscontro entro il termine indicato, mi riservo di agire in sede civile e penale, nonché di segnalare la violazione al Garante per la protezione dei dati personali e di richiedere all’Amministratore del Condominio la convocazione di un’assemblea urgente sull’argomento.
In fede,
Firma ______________________________
Allegati: documentazione fotografica delle telecamere e della loro posizione sul pianerottolo.
Diffida per utilizzo improprio di telecamere di videosorveglianza
Oggetto: Diffida per utilizzo improprio dell’impianto di videosorveglianza e richiesta di adeguamento
Il/La sottoscritto/a __________________________, nato/a a __________________________ il ___/___/______, residente in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, C.F. ______________________________, espone quanto segue.
Presso la Sua proprietà / il Suo esercizio commerciale / la Sua attività sita in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, risulta installato un impianto di videosorveglianza che viene utilizzato in modo non conforme alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
In particolare, si contestano le seguenti irregolarità (barrare o indicare quelle pertinenti):
______________________________ le telecamere riprendono aree pubbliche (marciapiedi, strade, piazze) senza alcuna giustificazione legata a concrete esigenze di sicurezza documentate;
______________________________ le telecamere riprendono aree di proprietà di terzi (il mio giardino, la mia abitazione, il mio ingresso) eccedendo lo stretto necessario alla protezione della Sua proprietà;
______________________________ non è presente alcun cartello informativo che segnali la presenza dell’impianto di videosorveglianza, in violazione dell’art. 13 del GDPR e delle indicazioni del Garante;
______________________________ le immagini vengono conservate per un periodo superiore a quello consentito (massimo 24/48 ore secondo le indicazioni del Garante, salvo specifiche esigenze documentate);
______________________________ le immagini registrate vengono utilizzate per finalità diverse dalla sicurezza, quali ______________________________ (indicare: monitoraggio delle abitudini dei vicini, controllo dei dipendenti senza accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, diffusione a terzi non autorizzati, ecc.);
______________________________ altro: ______________________________.
Tali condotte violano i principi di liceità, minimizzazione e limitazione della finalità previsti dall’art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), le disposizioni del D.Lgs. 196/2003 e, ove ne ricorrano gli estremi, l’art. 615 bis del codice penale.
Tanto premesso, con la presente formalmente
LA DIFFIDO
a provvedere, entro e non oltre _____ giorni dal ricevimento della presente, all’adeguamento dell’impianto di videosorveglianza alla normativa vigente mediante: la rimozione o il riposizionamento delle telecamere che eccedono la ripresa delle aree di Sua esclusiva pertinenza; l’installazione della prescritta cartellonistica informativa; l’adeguamento dei tempi di conservazione delle registrazioni; la cessazione di ogni utilizzo improprio delle immagini e la cancellazione delle registrazioni illecitamente raccolte.
In caso di mancato adeguamento entro il termine sopra indicato, mi riservo di presentare formale reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, di adire l’Autorità Giudiziaria in sede civile e penale e di richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti ai sensi dell’art. 82 del GDPR.
In fede,
Firma ______________________________
Allegati: documentazione fotografica e ogni ulteriore prova dell’utilizzo improprio dell’impianto.
Diffida per violazione della privacy mediante telecamere di videosorveglianza
Oggetto: Diffida formale per violazione del diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali mediante impianto di videosorveglianza
Il/La sottoscritto/a __________________________, nato/a a __________________________ il ___/___/______, residente in __________________________, Via/Piazza ______________________________ n. _____, C.F. ______________________________, premesso che:
a partire dal ___/___/______ ha rilevato la presenza di n. _____ telecamere di videosorveglianza installate presso la Sua proprietà sita in ______________________________, in posizione tale da inquadrare in modo continuativo e sistematico le seguenti aree di mia esclusiva pertinenza: ______________________________ (indicare con precisione: camera da letto, bagno, terrazza, cortile privato, ingresso, ecc.);
tale ripresa avviene senza il mio consenso e senza che ricorrano le condizioni che legittimerebbero un trattamento dei miei dati personali sotto forma di immagini;
la condotta sopra descritta mi costringe ad adottare misure limitative della mia libertà personale, quali ______________________________ (indicare: tenere costantemente chiuse le persiane, rinunciare all’uso del giardino, apporre tendaggi pesanti alle finestre, ecc.), con grave pregiudizio alla qualità della mia vita e al pieno godimento della mia proprietà;
nonostante la mia richiesta verbale del ___/___/______ e/o la mia comunicazione scritta del ___/___/______, ad oggi la situazione non è mutata;
espone quanto segue.
La condotta sopra descritta viola il diritto alla riservatezza tutelato dall’art. 2 della Costituzione, dal Regolamento (UE) 2016/679 (in particolare gli artt. 5, 6 e 13), dal D.Lgs. 196/2003 e dall’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Sul piano penale, la ripresa di immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi di cui all’art. 614 c.p. integra il reato previsto dall’art. 615 bis c.p., punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito che il danno alla riservatezza derivante da videosorveglianza illecita può dar luogo a risarcimento del danno non patrimoniale (Cass. pen. n. 34151/2017).
Tanto premesso, con la presente formalmente
LA DIFFIDO
a provvedere, entro e non oltre _____ giorni dal ricevimento della presente:
alla rimozione integrale delle telecamere che riprendono aree di mia pertinenza, ovvero alla loro ricollocazione e riorientamento in modo da escludere totalmente la ripresa di qualsiasi spazio privato a me riconducibile;
alla cancellazione immediata e definitiva di tutte le immagini e le registrazioni che mi riguardano, con conferma scritta dell’avvenuta cancellazione;
a comunicarmi per iscritto i dati del Responsabile del trattamento, le finalità della videosorveglianza, i tempi di conservazione delle registrazioni e le eventuali categorie di destinatari delle immagini, ai sensi degli artt. 13 e 15 del GDPR.
Le comunico sin d’ora che, trascorso inutilmente il termine sopra indicato, agirò senza ulteriore avviso nelle seguenti sedi: reclamo al Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell’art. 77 del GDPR; ricorso d’urgenza al Tribunale competente ai sensi dell’art. 700 c.p.c.; querela ai sensi dell’art. 615 bis c.p.; azione risarcitoria ai sensi dell’art. 82 del GDPR per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
In fede,
Firma ______________________________
Allegati: documentazione fotografica; planimetria che evidenzia le aree riprese; copia delle precedenti comunicazioni rimaste senza esito.
Fac Simile Lettera di Diffida Rimozione Telecamere Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello diffida rimozione telecamere da scaricare. Il modulo diffida rimozione telecamere compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile diffida rimozione telecamere può essere convertito in PDF o stampato.
