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Indice
Consenso Videosorveglianza Colf
Il tema del consenso alla videosorveglianza nei confronti di colf, badanti e collaboratori domestici in generale è uno degli argomenti più delicati e praticamente rilevanti all’incrocio tra diritto del lavoro e protezione dei dati personali. Sempre più famiglie si dotano di sistemi di telecamere all’interno delle proprie abitazioni, sia per ragioni di sicurezza che per monitorare la cura di persone anziane o non autosufficienti affidate a lavoratori domestici. Comprendere esattamente cosa prevede la legge in questo ambito specifico è fondamentale per non incorrere in violazioni che possono avere conseguenze sia sul piano civile che su quello penale.
Il primo aspetto da chiarire riguarda l’applicabilità dello Statuto dei Lavoratori al lavoro domestico. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota dell’8 febbraio 2017 (prot. n. 1004), ha chiarito che nel contesto dei rapporti di lavoro domestico non si applica l’art. 4, comma 1, della L. 300/1970. Questo articolo prevede, per le aziende e i luoghi di lavoro diversi dall’ambito domestico, l’obbligo di stipulare accordi sindacali o ottenere autorizzazioni dall’Ispettorato per l’installazione di impianti audiovisivi. La ragione di questa esclusione affonda le radici in una distinzione concettuale fondamentale: la Corte Costituzionale ha chiarito che il lavoro domestico si differenzia da qualsiasi altra tipologia di rapporto di lavoro, in quanto non è prestato a favore di un’impresa che ha un sistema di lavoro organizzato, con possibilità di ricambio o di sostituzione di soggetti, bensì all’interno di un nucleo familiare ristretto e omogeneo. Di conseguenza, non è né necessario né tecnicamente possibile per una famiglia privata rivolgersi ai sindacati o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per ottenere autorizzazioni preventive.
Questa semplificazione procedurale non deve però essere confusa con una totale libertà d’azione. L’esclusione del lavoro domestico dalla necessità di autorizzazione ministeriale non sottrae questa materia dal rispetto della disciplina sul trattamento dei dati personali, in quanto la tutela del diritto del lavoratore alla riservatezza è comunque garantita dal D.Lgs. n. 196/2003, che dispone la necessarietà del consenso preventivo e del connesso obbligo informativo degli interessati, per garantire al lavoratore il rispetto della sua personalità e della sua libertà morale. Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), questa tutela è stata ulteriormente rafforzata e il quadro di riferimento si è arricchito di obblighi informativi più dettagliati e di diritti degli interessati più articolati.
Il consenso che il datore di lavoro domestico deve ottenere dalla colf o dalla badante deve essere preventivo rispetto all’attivazione dell’impianto, informato e libero. Informato significa che il lavoratore deve sapere con precisione dove si trovano le telecamere, quali aree riprendono, a quali finalità è destinata la raccolta delle immagini, chi è il titolare del trattamento, per quanto tempo le registrazioni vengono conservate e chi vi ha accesso. Il lavoratore oggetto delle riprese ha anche il diritto di chiedere e ottenere l’accesso ai dati e di verificare le modalità di conservazione degli stessi. Il consenso deve essere formalizzato per iscritto, con la sottoscrizione di un apposito modulo informativo da parte del collaboratore domestico, che deve essere conservato agli atti dal datore di lavoro come prova dell’avvenuto adempimento.
Se il datore decidesse di installare i dispositivi in un momento successivo a quello dell’assunzione ma il collaboratore non fornisse il suo consenso, verrebbe meno la fiducia tra le parti indispensabile per il proseguimento del rapporto di lavoro, con la conseguente possibilità per le parti di recedere dal contratto in precedenza stipulato. Questo è un aspetto pratico di grande importanza: il rifiuto del consenso non può essere semplicemente ignorato dal datore, e allo stesso modo il datore non può subordinare l’assunzione all’accettazione incondizionata della videosorveglianza senza alcuna garanzia per il lavoratore.
Sul posizionamento delle telecamere, la legge impone limiti precisi. È essenziale evitare la violazione del diritto alla riservatezza del lavoratore, garantendo che le telecamere siano collocate solo in spazi dove ciò sia strettamente necessario per motivi di sicurezza. La camera della badante e il bagno devono rimanere spazi privi di telecamere. Più in generale, qualsiasi area riservata alla vita privata del collaboratore, come gli spazi di uso esclusivo, non può essere sottoposta a videosorveglianza, indipendentemente dal consenso prestato.
Merita attenzione il caso in cui la videosorveglianza sia installata per finalità di sicurezza legate alla tutela di soggetti vulnerabili, come anziani affetti da patologie gravi o minori. In queste circostanze, il consenso del lavoratore non è richiesto quando la videosorveglianza è finalizzata alla sicurezza o alla tutela di interessi legittimi del datore di lavoro, come la protezione di persone vulnerabili. Però, il lavoratore deve sempre essere informato preventivamente. Anche in questo caso, dunque, l’obbligo informativo rimane intatto: il lavoratore deve sapere di essere ripreso, anche se la base giuridica del trattamento non è il suo consenso bensì il legittimo interesse del datore.
Esempio di Consenso Videosorveglianza Colf
Di seguito è possibile trovare un esempio di consenso videosorveglianza colf.
INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI MEDIANTE VIDEOSORVEGLIANZA E MODULO DI CONSENSO DEL LAVORATORE DOMESTICO
(Ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 – GDPR, del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101, e della Nota INL prot. n. 1004 dell’8 febbraio 2017)
DATI DEL DATORE DI LAVORO (Titolare del trattamento)
Il/La sottoscritto/a ____________________________________________, nato/a a _______________________________________________ (_____) il _____ / _____ / _______________, codice fiscale ___________________________, residente in _______________________________________________, Via / Piazza _______________________________________________ n. _____, cap _________, tel. _______________________________________________, e-mail _______________________________________________ (di seguito “Datore di lavoro” e “Titolare del trattamento”),
DATI DEL LAVORATORE DOMESTICO (Interessato)
informa il/la Sig./Sig.ra ____________________________________________, nato/a a _______________________________________________ (_____) il _____ / _____ / _______________, codice fiscale ___________________________, residente in _______________________________________________, Via / Piazza _______________________________________________ n. _____, cap _________, assunto/a in qualità di ☐ collaboratore/trice familiare (colf) / ☐ badante / ☐ babysitter / ☐ _______________________________________________, con decorrenza del rapporto di lavoro dal _____ / _____ / _______________, ai sensi del CCNL lavoro domestico del _____ / _____ / _______________, (di seguito “Lavoratore”),
di quanto segue in merito all’impianto di videosorveglianza installato o da installarsi presso l’abitazione sita in _______________________________________________, Via / Piazza _______________________________________________ n. _____, cap _________, luogo in cui il Lavoratore presta la propria attività.
1. Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali raccolti mediante l’impianto di videosorveglianza è il Datore di lavoro sopra indicato, raggiungibile ai recapiti già indicati in intestazione.
2. Premessa normativa
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con Nota prot. n. 1004 dell’8 febbraio 2017, ha chiarito che nel contesto del lavoro domestico non si applica l’art. 4, comma 1, della L. 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori), non essendo quindi necessario né applicabile il ricorso ad accordi sindacali o all’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’installazione di impianti di videosorveglianza in ambito familiare. Rimane invece pienamente applicabile l’art. 8 della L. 300/1970, che vieta indagini su opinioni e profili del lavoratore non attinenti alla sua attitudine professionale. Il trattamento dei dati personali è regolato dal Reg. UE 2016/679 (GDPR) e dal D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018, che impongono al Datore di lavoro di informare preventivamente il Lavoratore e di acquisirne il consenso scritto.
3. Descrizione dell’impianto e aree sorvegliate
L’impianto di videosorveglianza è composto da n. _____ telecamera/e installata/e presso l’abitazione sopra indicata. Le aree soggette a ripresa sono esclusivamente le seguenti:
☐ Ingresso principale / porta d’accesso all’abitazione: _______________________________________________ ☐ Corridoio / disimpegno: _______________________________________________ ☐ Soggiorno / sala: _______________________________________________ ☐ Cucina: _______________________________________________ ☐ Camera del/della ☐ anziano/a assistito/a / ☐ minore affidato/a: _______________________________________________ ☐ Altra area comune: _______________________________________________
Sono categoricamente escluse dalla videosorveglianza le seguenti aree, riservate alla privacy e alla vita personale del Lavoratore: ☐ bagno/i ad uso del Lavoratore; ☐ camera da letto assegnata al Lavoratore convivente; ☐ spogliatoio / area personale del Lavoratore; ☐ altra area riservata: _______________________________________________.
Il Titolare si impegna a non modificare l’angolo di ripresa, la collocazione o il numero delle telecamere senza fornire al Lavoratore una nuova informativa aggiornata e senza acquisirne un nuovo consenso scritto.
4. Finalità del trattamento
Le immagini raccolte mediante l’impianto di videosorveglianza sono trattate esclusivamente per le seguenti finalità:
☐ Tutela della sicurezza e dell’incolumità delle persone presenti nell’abitazione, con particolare riferimento a ☐ persona anziana non autosufficiente / ☐ minore affidato / ☐ altra persona vulnerabile: _______________________________________________. ☐ Protezione del patrimonio e dei beni del nucleo familiare dalla commissione di atti illeciti (furti, danneggiamenti, intrusioni). ☐ Prevenzione e documentazione di eventuali eventi dannosi ai fini dell’esercizio o della difesa di un diritto in sede giudiziaria. ☐ Altra finalità: _______________________________________________.
Le immagini raccolte non potranno essere utilizzate per finalità diverse da quelle sopra indicate, e in nessun caso per monitorare le prestazioni lavorative del Lavoratore o per contestare inadempimenti contrattuali, salvo quanto espressamente previsto dalla legge.
5. Base giuridica del trattamento
La base giuridica del trattamento è:
☐ Il consenso esplicito del Lavoratore, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR, raccolto mediante la sottoscrizione del presente modulo.
☐ Il legittimo interesse del Datore di lavoro a tutela dell’incolumità di persone vulnerabili presenti nell’abitazione e della protezione del patrimonio familiare, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR. Anche in questo caso il Lavoratore è informato preventivamente ai sensi dell’art. 13 GDPR e mantiene il diritto di opposizione al trattamento ai sensi dell’art. 21 GDPR.
6. Modalità del trattamento e misure di sicurezza
Le immagini sono registrate e archiviate in formato digitale su ☐ NVR / DVR collocato in _______________________________________________ / ☐ server esterno / ☐ cloud protetto, accessibile esclusivamente tramite credenziali riservate al Titolare e ai soggetti autorizzati di cui al punto 7. Il sistema è protetto da misure tecniche e organizzative idonee a impedire accessi non autorizzati, perdite o distruzione dei dati. I dati non sono trasferiti al di fuori dello Spazio Economico Europeo.
7. Soggetti autorizzati ad accedere alle registrazioni
L’accesso alle registrazioni è consentito esclusivamente ai seguenti soggetti:
il Datore di lavoro (Titolare del trattamento); ☐ il/la coniuge / convivente del Datore: _______________________________________________; ☐ il tecnico incaricato della manutenzione dell’impianto, nominato Responsabile esterno del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR: _______________________________________________; l’Autorità Giudiziaria, la Polizia Giudiziaria e le Forze dell’Ordine, nei soli casi e nei limiti previsti dalla legge. Le immagini non sono diffuse, cedute o comunicate a soggetti terzi al di fuori dei casi espressamente indicati e consentiti dalla legge.
8. Periodo di conservazione delle immagini
Le immagini registrate sono conservate per un periodo massimo di _____ ore / giorni dalla registrazione, al termine del quale vengono automaticamente cancellate mediante sovrascrittura. In via del tutto eccezionale, le registrazioni potranno essere estratte e conservate per un periodo più lungo esclusivamente nei seguenti casi: presentazione di denuncia alle autorità competenti in relazione a un evento illecito avvenuto nel periodo di conservazione; specifica richiesta dell’Autorità Giudiziaria o delle Forze dell’Ordine nell’ambito di indagini in corso.
9. Diritti del Lavoratore (Interessato)
Il Lavoratore ha il diritto di esercitare in qualsiasi momento, nei confronti del Titolare del trattamento, i seguenti diritti previsti dagli artt. 15-22 del GDPR: diritto di accesso alle proprie immagini registrate (art. 15 GDPR); diritto di rettifica (art. 16 GDPR); diritto alla cancellazione (“diritto all’oblio”, art. 17 GDPR), nei limiti in cui non ostino obblighi di legge o esigenze di tutela di diritti in sede giudiziaria; diritto di limitazione del trattamento (art. 18 GDPR); diritto di opposizione al trattamento (art. 21 GDPR); diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it), Piazza Venezia n. 11, 00187 Roma.
Le richieste per l’esercizio dei diritti possono essere inviate al Titolare del trattamento ai recapiti indicati in intestazione, specificando nell’oggetto “Esercizio diritti privacy – Videosorveglianza”. Il Titolare risponde entro 30 giorni dalla ricezione, salvo proroga motivata.
10. Conseguenze del mancato consenso
Il Lavoratore è libero di non prestare il proprio consenso alla videosorveglianza. Tuttavia, in caso di mancato consenso a fronte di un impianto già attivo o la cui attivazione è ritenuta indispensabile dal Datore per le finalità indicate al punto 4, potrà venir meno la fiducia necessaria al proseguimento del rapporto di lavoro, con la conseguente possibilità per entrambe le parti di recedere dal contratto di lavoro domestico in essere, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti.
MODULO DI CONSENSO E PRESA VISIONE DELL’INFORMATIVA
Il/La sottoscritto/a _______________________________________________, lavoratore/trice domestico/a come sopra identificato/a, dichiara:
di aver ricevuto, letto integralmente e compreso la presente informativa sul trattamento dei dati personali mediante impianto di videosorveglianza, redatta ai sensi dell’art. 13 GDPR;
di essere stato/a adeguatamente informato/a circa le aree sorvegliate, le finalità, le modalità di conservazione, i soggetti autorizzati all’accesso e i propri diritti come interessato/a;
☐ PRESTA il proprio consenso al trattamento delle proprie immagini mediante l’impianto di videosorveglianza descritto nella presente informativa, per le finalità e con le modalità ivi indicate. Il consenso è espresso liberamente, in modo specifico e informato, ai sensi dell’art. 7 GDPR. Il Lavoratore è consapevole che potrà revocare il consenso in qualsiasi momento, senza che ciò pregiudichi la liceità del trattamento effettuato sulla base del consenso prestato prima della revoca.
☐ NON PRESTA il proprio consenso al trattamento delle proprie immagini mediante videosorveglianza e dichiara di essere stato/a informato/a delle conseguenze di tale scelta ai sensi del punto 10 della presente informativa.
_____________________________________________, lì _____ / _____ / _____________
Firma del Lavoratore ______________
Ricevuta del Datore di lavoro
Il sottoscritto _______________________________________________, in qualità di Datore di lavoro e Titolare del trattamento, attesta di aver consegnato copia della presente informativa e del presente modulo di consenso al Lavoratore in data _____ / _____ / _______________, e di conservarne copia agli atti del rapporto di lavoro.
Firma del Datore di lavoro ______________
EVENTUALE REVOCA DEL CONSENSO (da compilare solo se e quando il Lavoratore intende revocare il consenso precedentemente prestato)
Il/La sottoscritto/a _______________________________________________, con la presente comunica al Datore di lavoro _______________________________________________ la revoca del consenso alla videosorveglianza precedentemente prestato in data _____ / _____ / _______________, con effetto dalla data della presente comunicazione.
_____________________________________________, lì _____ / _____ / _____________
Firma del Lavoratore ______________
Firma del Datore di lavoro per ricevuta ______________
Modello Consenso Videosorveglianza Colf Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello consenso videosorveglianza colf da scaricare. Il modulo consenso videosorveglianza colf compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile consenso videosorveglianza colf può essere convertito in PDF o stampato.
Modulo Consenso Videosorveglianza Colf PDF
In questa sezione viene messo a disposizione un modulo consenso videosorveglianza colf PDF editabile.
