In questa pagina è possibile trovare un fac simile revoca mandato consulente del lavoro da scaricare e compilare.
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Revoca Mandato Consulente Del Lavoro
La revoca del mandato al consulente del lavoro è la decisione con cui l’azienda interrompe il rapporto professionale e, contestualmente, deve “chiudere” in modo ordinato tutte le deleghe operative e gli adempimenti che il consulente gestiva verso enti e piattaforme. È un passaggio che conviene trattare come un’operazione di continuità amministrativa, perché un errore nella fase di uscita può generare omissioni contributive/fiscali, accessi non più autorizzati ai portali e contenziosi su compensi e documentazione.
Dal punto di vista civilistico, l’inquadramento più frequente dell’attività del consulente del lavoro è quello del contratto d’opera intellettuale: il cliente (l’azienda) può recedere dal contratto, rimborsando le spese sostenute e pagando il compenso per l’opera svolta fino a quel momento. Nella realtà, però, l’incarico del consulente del lavoro è spesso “misto”: oltre alla prestazione professionale, include anche un mandato per compiere attività in nome e/o per conto del cliente (trasmissioni telematiche, gestione deleghe, interlocuzione con enti). Se il rapporto è configurato come mandato oneroso con durata determinata o per un determinato affare, una revoca anticipata può comportare anche un profilo risarcitorio se manca una giusta causa; se è a tempo indeterminato, la revoca può obbligare al risarcimento se non viene dato un congruo preavviso, salvo giusta causa. Per questo, prima di inviare la revoca, vale la pena leggere la lettera d’incarico/contratto per capire se la cessazione è “libera” o se sono previste clausole di durata, rinnovo, preavviso, penali o corrispettivi minimi.
Sul piano professionale, il Codice deontologico dei Consulenti del Lavoro fornisce indicazioni molto utili per gestire correttamente la cessazione. In particolare, quando si determina una causa di cessazione dell’incarico, il consulente deve avvisare tempestivamente il cliente e interrompere il rapporto con un preavviso adeguato alle circostanze, mettendolo in condizione di non subire pregiudizio. Questo principio si traduce, nella revoca da parte del cliente, in un corollario pratico: anche se l’azienda può recedere, dovrebbe farlo con una decorrenza che consenta un passaggio di consegne ragionevole, soprattutto se la revoca cade vicino a scadenze sensibili (paghe, F24, UNIEMENS, autoliquidazione INAIL, CU/770, ecc.). Lo stesso codice deontologico impone al consulente sostituito di prestare al collega subentrante la collaborazione necessaria e di adoperarsi affinché il subentro avvenga senza pregiudizio del cliente.
Un tema ricorrente è la restituzione della documentazione. In sede di revoca, l’azienda ha interesse a ottenere subito dossier e file necessari per proseguire senza interruzioni. Il codice deontologico è molto chiaro: il consulente del lavoro deve restituire senza indugio al cliente i documenti relativi all’incarico quando ne faccia richiesta; può trattenere copia dei documenti solo quando ciò sia necessario ai fini della liquidazione del compenso e non oltre l’avvenuto saldo, oppure quando sia necessario alla tutela della propria posizione. Questa regola aiuta a gestire i conflitti tipici in uscita: il consulente non dovrebbe “trattenere” i documenti come leva, ma può legittimamente conservare copie strettamente necessarie a supportare il proprio credito o a difendersi, fermo restando l’obbligo di consegnare al cliente ciò che serve per continuare gli adempimenti. Un altro profilo importante riguarda la riservatezza. Anche dopo la cessazione dell’incarico, il consulente resta tenuto al segreto professionale sulle informazioni apprese in ragione del mandato, e questo obbligo permane anche dopo la conclusione dell’incarico. Per l’azienda, questo significa che la revoca non deve trasformarsi in una “diffusione” incontrollata di dati, e che il passaggio di consegne dovrebbe essere impostato con canali sicuri (PEC, piattaforme condivise con accessi controllati, supporti cifrati), soprattutto quando sono coinvolti dati HR e paghe.
Accanto al recesso contrattuale, c’è la parte spesso più delicata: la revoca delle deleghe operative. Il consulente del lavoro opera come intermediario riconosciuto anche nei servizi previdenziali; l’INPS mette a disposizione servizi specifici di “gestione deleghe” destinati anche agli intermediari di cui alla legge professionale di categoria e ad altri soggetti legittimamente delegati. In pratica, quando si revoca l’incarico, non basta “mandare la lettera”: bisogna verificare e chiudere le deleghe e gli accessi sui portali (INPS e, secondo i casi, altri enti) per evitare che l’ex consulente continui ad avere possibilità operative o visualizzare dati. L’INPS, per esempio, ha evoluto nel tempo i propri sistemi di delega per consentire una gestione centralizzata e tracciata delle deleghe sulle posizioni contributive. In uscita, il principio prudenziale è: revoca contrattuale + revoca deleghe + cambio credenziali/ruoli interni + tracciabilità del passaggio.
Sul piano economico, la revoca va accompagnata da un conteggio di chiusura. Per regola civilistica, il cliente che recede paga quanto maturato per l’attività effettivamente svolta e rimborsa le spese. Se esiste una durata contrattuale o un mandato oneroso con scadenza, vanno valutati preavviso e possibili danni in caso di revoca anticipata senza giusta causa. Nella pratica, conviene che la lettera di revoca indichi anche come verranno gestiti: emissione della fattura finale, eventuali attività già pianificate ma non ancora svolte, consegna dei file e della documentazione, e una data entro cui chiudere la rendicontazione delle spese, aspetto su cui il codice deontologico insiste richiedendo chiarezza e consegna, a richiesta, della nota dettagliata di spese e acconti.
Se l’azienda intende revocare “con effetto immediato”, è possibile farlo, ma è la scelta più rischiosa quando ci sono adempimenti imminenti: il rischio non è solo operativo ma anche giuridico, perché l’interruzione improvvisa può essere contestata sul piano contrattuale (specie se l’incarico è strutturato con durata/preavviso) e, soprattutto, può esporre l’azienda a omissioni se il subentro non è già pronto. In genere, la soluzione più solida è fissare una data di cessazione “prossima ma gestibile”, nominare contestualmente il subentrante e formalizzare un passaggio di consegne con elenco di attività completate, attività in corso e scadenze.
Esempio di Revoca Mandato Consulente Del Lavoro
Di seguito è possibile trovare un esempio di revoca mandato consulente del lavoro.
Oggetto: Revoca incarico di consulenza del lavoro – decorrenza _______________________
Il/La sottoscritto/a _______________________, nato/a a _______________________ il _______________________, C.F. _______________________, in qualità di Legale Rappresentante / Datore di Lavoro della società _______________________, C.F./P.IVA _______________________, con sede in _______________________, PEC _______________________,
PREMESSO CHE
– in data _______________________ è stato conferito a Codesto Studio l’incarico/mandato di consulenza del lavoro per la gestione di _______________________ (paghe e contributi, adempimenti INPS/INAIL, comunicazioni obbligatorie, F24, contrattualistica, ecc.), come da lettera/contratto del _______________________ (di seguito “Incarico”);
– l’Incarico è tuttora in essere;
COMUNICA
la revoca del mandato e la risoluzione/disdetta dell’Incarico conferito, con efficacia dal _______________________ (data di cessazione).
Fino alla data sopra indicata, Codesto Studio è cortesemente invitato a completare gli adempimenti già calendarizzati e necessari a evitare discontinuità, salvo diverso accordo scritto, e a collaborare al passaggio di consegne verso il nuovo consulente.
Si richiede, entro e non oltre il _______________________, la consegna/trasmissione di tutta la documentazione e dei file relativi all’Incarico, in formato _______________________ (digitale/cartaceo), inclusi a titolo esemplificativo:
– anagrafiche dipendenti, inquadramenti, livelli e storico variazioni;
– LUL/cedolini, prospetti paghe, CU, 770, autoliquidazione INAIL, denunce e flussi (es. UNIEMENS) già inviati;
– F24 predisposti/inviati e relative deleghe di pagamento;
– contratti di lavoro, comunicazioni obbligatorie, pratiche disciplinari e documentazione del personale;
– posizioni INPS/INAIL e ogni credenziale/abilitazione/delega utile, nei limiti consentiti;
– scadenziario adempimenti, pratiche aperte e stato avanzamento;
– ogni ulteriore documento necessario alla continuità amministrativa.
Si richiede di collaborare alla revoca e/o al trasferimento delle deleghe operative e degli accessi ai portali degli enti e sistemi utilizzati per l’esecuzione dell’Incarico, secondo le indicazioni che verranno fornite da _______________________ (referente interno / nuovo consulente), entro _______________________.
Si richiede l’emissione di fattura di saldo e/o nota competenze per le attività svolte fino alla data di cessazione, con dettaglio di acconti già versati, spese anticipate e importi residui, entro _______________________.
Eventuali pendenze/contestazioni (se presenti): _______________________.
Per coordinare il passaggio di consegne, il referente aziendale è _______________________ (nome e ruolo), tel. _______________________, e-mail _______________________, PEC _______________________.
Eventuale nuovo consulente: _______________________ (Studio), contatti _______________________.
La presente comunicazione è inviata a mezzo _______________________ (PEC/raccomandata A.R.) e si richiede cortese conferma di ricezione e presa in carico.
Distinti saluti.
Luogo _______________________, data _______________________
Firma Legale Rappresentante / Datore di Lavoro
Nome e Cognome _______________________
Società _______________________
Fac Simile Revoca Mandato Consulente del Lavoro Word da Scaricare
In questa sezione è presente un modello revoca mandato consulente del lavoro da scaricare. Il modulo revoca mandato consulente del lavoro compilabile messo a disposizione è in formato DOC, può quindi essere aperto e compilato utilizzando Word o un altro programma che supporta questo formato.
La compilazione è molto semplice, basta infatti inserire i dati mancanti negli spazi presenti nel documento.
Una volta compilato, il fac simile revoca mandato consulente del lavoro può essere convertito in PDF o stampato.
